La volta scorsa abbiamo parlato del sofista Protagora; in questo nuovo numero di Philosophy for Beginners parleremo di Gorgia, filosofo nostrano – siculo era! – che ha messo in crisi mezza filosofia Parmenidea.

Se pensate che Gorgia avesse l’accento del Padrino – quello del film – probabilmente siete nel giusto: il Padrino di Leontini – sua città natale, oggi si chiama Lentini – soleva affermare che “(…)nulla esiste; se poi esiste, è inconoscibile; se, infine, anche esiste ed è conoscibile, tuttavia non può venir significato direttamente ad altri”:

  1. “(…)nulla esiste”: nulla, in greco – l’onnipresente greco – si dice οὐδέν (oudèn) ed è diverso da “non ente”, che si dice invece μή εἶναι (mè
    Il bel Gorgia. Le sue capacità oratorie erano efficacissime grazie a quel caschetto e a quella barba triangolare.

    èinai); e infatti “nulla” ha un significato che include sia l’ente sia il non ente comprese le cose empiriche, quindi gli oggetti comuni. Dato che Gorgia, come abbiamo visto fare a Protagora, si occupa del rapporto tra linguaggio e verità, dicendo che nulla esiste si nega l’essere come possibile riferimento del discorso; in altre parole, il discorso non può occuparsi dell’essere! Povero discorso!

  2. se poi… inconoscibile”: il logos (λόγος) non può conoscere la realtà, se anche essa esistesse.
  3. se, infine, anche… ad altri”: la parola non può neanche lontanamente comunicare qualcosa poiché le parole e le cose appartengono a due livelli di realtà completamente differenti.

Ci siete ancora tutti? Anche voi seduti in fondo? Bene, allora adesso bisogna chiarire perché quanto detto fino ad ora vada contro la filosofia di Parmenide: innanzitutto, quest’ultimo non ammette l’esistenza del non essere (“(…) perché il non essere nè lo puoi pensare (non è infatti possibile) nè lo puoi esprimere“) – e addirittura Gorgia afferma che nulla esiste – ma, soprattutto, Parmenide parteggia per la concezione realistica del linguaggio secondo cui nominare un oggetto significa affermarne l’esistenza.

Al contrario, in Gorgia non troviamo alcun legame tra le cose e il linguaggio e allora a cosa serve? Qual è la sua funzione? Domande da un milione di Euro; cerchiamo di dare una risposta.

Le funzioni del linguaggio, secondo il Padrino di Leontini, sono due:

  • la funzione critica e distruttiva affidata alla dialettica: essa è un metodo di dimostrazione che mostra la verità di una tesi dimostrando che è falsa la tesi opposta; in sostanza, invece di difendere la propria tesi si attacca la tesi contraria al fine di renderla nulla. Un po’ come andare in guerra disarmati ma cercando di rubare le armi nemiche in modo da non farsi colpire. Furbo!
  • Accanto alla funzione critica troviamo quella costruttiva che è della retorica: essa è l’arte del convincimento.

Abbiamo detto che il linguaggio non rispecchia la verità: esso la produce! Perché? Perché crea persuasione! Che vuol dire questo?  Un 10 a chi risponde. Nessuno? E va bene, procediamo.

La parola è in grado di suscitare emozioni, di agire sugli affetti, in sostanza essa può condizionare le opinioni degli uomini e agire sull’anima stesso dell’uomo, modificandola; d’altra parte, quante volte una singola frase vi ha reso tristi o contenti? “Quattro, non hai studiato bene/sette, continua così”.

Il linguaggio che persuade produce verità e fa in modo che la verità coincida, di fatto, con la credenza: il discorso vero è, dunque, il discorso più efficace in termini di persuasione. Se io riuscissi a persuadervi di avere una coda, avrei creato, secondo il pensiero di Gorgia, la verità; ma il discorso retorico, al fine di generare credenza, deve possedere una logica ferrea e argomentazioni inconfutabili – da qui nascono le famose figure retoriche -.

Per avere un esempio dell’arte del Padrino di Leontini, potete leggere qui una delle sue opere più famose, l’Encomio di Elena (quella che, secondo il mito, fu causa scatenante della Guerra di Troia) dove Gorgia vuole discolpare Elena. Ci riuscirà? Fatemi sapere.

Fonte immagine in evidenza: www.lavoce.net

Fonte immagine media: www.haecceitasweb.com

Fonte citazioni: Gorgia, Intorno al non ente o della natura in Anonimo, De Melisso Xenophane et Gorgia, trad. di M. Untersteiner; Parmenide, Sulla natura, trad. di Pilo Albertelli; ipotetico dialogo tra un professore e uno studente.

Luigi Santoro