Gli strascichi dell’ultima tornata elettorale in Emilia continuano a mettere in subbuglio la destra Italiana, con Matteo Salvini che è intento, oramai, a scalzare Silvio Berlusconi dalla Leadership.

Il nuovo leader del Carroccio ha l’età giusta e “buca lo schermo”, è amico del web, che utilizza come principale mezzo di comunicazione, al punto da annunciare, secondo fonti interne, la chiusura del giornale di Partito “La Padania”, anche nella sua edizione online. L’idea di Lega nuova è Salvinicentrica: uno staff ridotto all’osso ed una manciata di dirigenti per ripartire con un progetto che va al di la del solo Nord, puntando ad una lista civica nazionale che fa diretto riferimento a lui. I temi scelti sono la sicurezza, la lotta all’immigrazione, la famiglia, l’euro-scetticismo, e viene sempre messo più da parte il canovaccio identitario che ha fatto la fortuna di Umberto Bossi, troppo incentrato sul Nord e su “La Padania” come dubbia, in verità, identità geografica.

“La lega dei Popoli è un’idea che viene da lontano, dai primi giorni della segreteria. Serviva per cercare di recuperare consenso, aggiungere qualche zerovirgola al partito. Oggi che si è ritrovato tra le mani questa inaspettata, enorme, popolarità, il piano è cambiato”.

Il dominio sul Partito è messo in dubbio flebilmente soltanto dall’opposizione interna di Flavio Tosi, e dal non entusiasmo di Roberto Maroni, che speravano di poter essere loro l’interlocutore a Roma di un Segretario Salvini rilegato alle vicende di partito e basta. E a Flavio Tosi rimane combattere per ottenere le primarie di Centrodestra, allacciando a se Corrado Passera ed i Parlamentari Veneti.

E in Forza Italia, Berlusconi continua a blandire Salvini, cercando però di accreditarsi ancora come “Regista” della rinascita del centrodestra.

L’ex Cavaliere, che è il vero sconfitto delle elezioni Regionali, ha evitato lo strappo con Fitto ed ha chiesto che si ponesse un freno ai litigi interni, che farebbero soltanto perdere consenso.

Berlusconi usa metafore calcistiche (“Salvini è un goleador, io il regista”), poi rilascia dichiarazioni pubbliche, come alla presentazione del libro di Bruno Vespa, accreditandosi con le seguenti parole:“Sarei il miglior Presidente della Repubblica”.

Berlusconi si accredita inoltre come vero ricostruttore del centrodestra, ma c’è ancora malumore verso la sua figura. Angelino Alfano, dell’NCD, ha dichiarato:“Berlusconi dice che è pronto a perdonarmi, ma sbaglia parabola. Non c’è un figliol prodigo e io, da timorato di Dio, l’unico giudizio che attendo è quello divino”. Alfano si è dimostrato inoltre scettico su Salvini, col quale ha detto “Sono pronto a ricostruire il centrodestra, ma non con Salvini. Non vado d’accordo con lui, perché dice bugie. Dice che Triton e Mare Nostrum sono uguali. E’ una totale bugia”.

Berlusconi ha comunque ribadito che proseguirà con la linea intrapresa fino ad allora, rinsaldando il Patto del Nazareno, che “non si è assolutamente rotto”.

Nel centrodestra quindi è aperto il confronto e lo scontro per la leadership, alla conquista di un voto al momento disperso, e ad un’identità tutta da ricostruire. La vittoria sarà di chi riuscirà a silenziare il dissidio interno e si mostrerà maggiormente legittimato, quindi, per la vittoria.

Pier Gaetano Fulco