Tira decisamente un’aria di tempesta in casa M5S. Nel salotto virtuale di Grillo e Casaleggio le cose vertono al peggio, dopo i deludenti risultati dell’ultima tornata elettorale, quella regionale. Oggi due deputati pentastellati vengono sottoposti ad una procedura di espulsione per aver violato il codice di comportamento.

I FATTI – Nell’occhio del ciclone Massimo Artini e Paola Pinna, già da tempo etichettati come “dissidenti”, due deputati M5S accusati, attraverso un post sul blog di Grillo, di non aver restituito parte della diaria a loro spettante come parlamentari per versarla al fondo per piccole e medie imprese.

“I cittadini deputati Massimo Artini e Paola Pinna stanno violando da troppo tempo il codice di comportamento dei Parlamentari M5S sulla restituzione di parte dello stipendio liberamente sottoscritta al momento della loro candidatura senza la cui accettazione non sarebbero stati candidati. Finora, con i 10 milioni di euro restituiti dagli altri cittadini parlamentari, il MoVimento 5 Stelle ha creato lavoro con i fatti, finanziando la nascita di nuove imprese, uno sbocco per ragazzi disoccupati”: queste le lapidarie parole che precedono l’avvio del voto, che terminerà questo pomeriggio alle 19 con un esito che in ogni caso è già sentenziato, sulla permanenza o meno dei due in quota M5S.

LA REPLICA – Non si è fatta attendere la replica di Paola Pinna, che attraverso il suo profilo facebook ha pubblicato le foto dei bonifici da lei stessa effettuati assieme a parole che lasciano poco margine d’interpretazione: “Un cittadino in buona fede, anche se parlamentare, non ha nulla da temere. Soprattutto se ha le prove”.

Pinna M5S

In realtà, sembra che sotto osservazione siano finite le critiche rivolte dalla stessa Pinna, assieme ad un gruppo di altri 17 parlamentari, al sistema di gestione del sito Tirendiconto.it, giudicata poco trasparente. Questi 18 esponenti del M5S non pubblicano i resoconti delle loro spese per una scelta ben precisa: non è pertanto da escludere che la Spada di Damocle possa ben presto finire sul capo degli altri “inadempienti”.

M5S IN CONFUSIONE – Come se non bastasse, a contestare l’operato del duo Grillo-Casaleggio è anche il primo cittadino di Parma, Federico Pizzarotti, ennesimo candidato all’espulsione dopo aver invitato nella sua città il premier Renzi. Sempre attraverso facebook, il sindaco così si augura: “Spero che qualcuno riprenda lucidità e si fermi in tempo. Non ho sacrificato parte della mia vita per vedere accadere tutto questo”.

Ma Pizzarotti non è l’unico a scagliarsi contro i metodi dispotici del blog, numerose infatti sono le parole di solidarietà giunte ai colleghi Pinna e Artini da esponenti del M5S, già al centro di furiose polemiche per la comparsata in tv di Walter Rizzetto, al talk-show “Omnibus” su La7, seguito da Tancredi Turco e Sebastiano Barbanti apparsi ad “Agorà” su Rai3. Tutti inevitabilmente colpiti dall’anatema di Grillo. E chissà che i già condannati Pinna e Artini non siano solo i primi di una nuova, lunga serie di epurazioni.

Emanuele Tanzilli