Si è svolto ieri l’incontro tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Presidente del Consiglio Matteo Renzi , salito ieri al Quirinale accompagnato dal ministro delle Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi . Il colloquio verteva su due importanti punti di discussione : la Riforma della Legge Elettorale e la Riforma del Senato.

Durante il colloquio di stamattina” come riporta l’ Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica “ è stato ampiamente esposto il percorso che il governo considera possibile e condivisibile con un ampio arco di forze politiche per quello che riguarda l’iter parlamentare dei due provvedimenti fondamentali”. Il Premier Renzi ha rassicurato il Capo dello Stato sul sostegno che il Governo avrà da numerose forze politiche, requisito necessario per far approvare le due riforme, anche in tempi brevi.

Approvato alla Camera alcuni mesi fa, per l’ Italicum il Governo prevede il sì definitivo del Senato entro Natale o l’inizio di Gennaio, come ha affermato lo stesso premier al Tg1. Per farla approvare è indispensabile la tenuta del Patto del Nazareno con Berlusconi, con il quale Renzi ha tenuto una serie di incontri caratterizzati da un faticoso accordo sui punti dell’Italicum, in particolare sul premio di Maggioranza , se alla lista o al partito,e sulla soglia di Sbarramento.

La Riforma del Senato, invece, arriverà a Montecitorio il 16 Dicembre, dopo l’approvazione di qualche mese fa in Senato, come aveva chiesto la presidente della Camera Laura Boldrini, mettendo da parte le richieste dei rappresentanti del PD, che chiedevano di anticipare la votazione al 10 Dicembre, e delle opposizioni, che la volevano slittasse a Gennaio. La Riforma prevede la riduzione del numero dei Senatori, che da 315 saranno 100, che non saranno più eletti direttamente dai cittadini ma scelti dai Consigli Regionali. Un Senato dunque composto da Consiglieri Regionali e Sindaci che cambieranno ad ogni rinnovo dei Consigli Regionali.

Il vero motivo di questo incontro sembra essere legato molto alle preoccupazioni di Napolitano sulla tenuta del Governo che Renzi promette reggerà fino al 2018. In primis dovute alle reazioni del mondo politico sui risultati delle ultime regionali che hanno registrato un forte astensionismo e il sorpasso della Lega su FI, tanto da far  temere  un passo indietro da parte di Berlusconi sul sostegno della Legge Elettorale e la fine del Patto del Nazareno. Secondo perché è da alcuni giorni che Renzi sta avendo problemi con alcuni esponenti del PD, tra questi da una trentina di  parlamentari del suo partito che hanno deciso di non votare il Jobs Act, facendolo approvare con solo un voto sulla maggioranza assoluta alla Camera; e da Rosy Bindi che, in un’ intervista al Corriere della Sera, parla del “bisogno di una forza politica nuova”  se il PD non torna ad essere  “il partito dell’Ulivo, che unisce e accompagna il Paese”.

Alla luce delle sue dimissioni per la fine dell’anno, il Presidente Giorgio Napolitano ha chiesto rassicurazioni sulle future Elezioni Presidenziali, sia sulle nuove modalità di voto, nella Nuova Riforma del Senato il Presidente della Repubblica sarà eletto da un Senato sfoltito nel numero e con dei cambiamenti nel quorum; sia sul se si raggiungerà ad avere una scelta veloce e condivisa tra tutte le forze politiche sul nome del suo successore al Quirinale.

Claudia Cepollaro