Il problema dell’evasione fiscale ”va risolto alla radice e non con i blitz”: lo ha dichiarato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, a margine di una conferenza del terzo settore, mentre alla Camera si discute la Legge di Stabilità. La linea del governo in merito all’evasione fiscale è dunque, a dire del ministro, cambiata: la repressione continuerà a rafforzarsi per chi ha già evaso, mentre si introdurranno dei nuovi sistemi per favorire gli adempimenti.

“Tax compliance” è la parola d’ordine, i  cittadini devono essere invogliati ad onorare spontaneamente i debiti con lo Stato, il contribuente, come aveva dichiarato il premier durante l’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola di polizia tributaria di Ostia, non deve più sentirsi controllato ma è necessario che si senta “moralmente accompagnato a fare quello che deve fare”. Quest’indirizzo, a giudizio del ministro, ha già registrato enormi successi nei Paesi in cui è adottato e “Noi possiamo produrre casi di successo e lo faremo in misura crescente, andando avanti”.

Secondo l’ultimo rapporto del Mef al Parlamento, l’evasione tocca i 90 miliardi all’anno, scaricando su chi invece paga, una pressione fiscale insostenibile.Per Padoan l’evasione fiscale è uno degli elementi del piano di sviluppo economico portato avanti dall’esecutivo che, già a partire da questa Legge di Stabilità, ha predisposto degli strumenti in grado di recuperare ben 3,5 miliardi di euro rispetto al 2014. Tutto ciò attraverso l’ampliamento dell’istituo del ravvedimento operoso, il reverse charge e la scomparsa degli scontrini, sostituiti da un sistema di controllo diretto e giornaliero degli esercizi commerciali, tramite un collegamento elettronico tra registratori di cassa e amministrazioni comunali. Prevista inoltre una revisione dell’Isee, tale da rendere più rigorosi i sistemi di controllo della ricchezza, al fine di evitare vantaggi fiscali spesso non dovuti. Novità anche per i Comuni che puntano a favorire la loro partecipazione nella lotta all’evasione. Secondo un emendamento, da poco approvato dalla Commissione Bilancio della Camera, ai Comuni spetterà il 55% delle maggiori somme relative ai tributi riscosse a titolo definitivo, ed il 55% delle sanzioni civili applicate ai maggiori contributi riscossi, sempre a titolo definitivo,  fronte dell’intervento dell’amministrazione nel processo di accertamento.

Per Pier Carlo Padoan dunque la strada imboccata dall’esecutivo è quella giusta, perché lascia presagire degli sviluppi positivi per il nostro Paese. “Ritengo che l’anno prossimo sia un anno di crescita positiva dopo tre anni di recessione”, ha perciò dichiarato con incauto ottimismo.

Antonio Sciuto