Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini e il Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro, Luigi Bobba, hanno stipulato un protocollo di intesa che prevede la realizzazione di progetti di servizio civile nazionale per promuovere lo svolgimento di attività di tutela, fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale. Queste le parole del Ministro dei Beni Culturali: “Si tratta del primo protocollo interistituzionale che inaugura un percorso di sperimentazione di progetti di servizio civile nazionale innovativi, capaci di coniugare lo spirito proprio del servizio civile, esperienza di formazione e arricchimento sia per i giovani che per la società, con la necessità di agevolare l’ingresso di giovani professionalità nel mondo del lavoro”. Il patto prevede l’assunzione di 2000 giovani nell’ambito del Servizio Civile nazionale e l’impegno complessivo è di circa 11 milioni di euro ripartiti equamente tra i due Ministeri. Il Sottosegretario Bobba conferma quanto si stia impegnando il governo in termini di occupazione e sostiene che quest’atto sia una risposta più che degna alle tante polemiche “pretestuose” e che seguiranno altri interventi volti ad ampliare la possibilità per i giovani di accedere al servizio civile.

I 1.000 volontari che beneficeranno del finanziamento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali rientrano nei progetti finanziati con risorse relative al PON IOG (programma Garanzia Giovani), per gli esercizi finanziari 2014/2015, destinate a giovani che si trovino in condizioni di disoccupati o inoccupati e nel contempo, non risultino essere inseriti in un percorso di istruzione e di formazione.

Una vera svolta? Di parere contrario sono decisamente gli studenti e i laureati dei corsi di laurea in Beni culturali e delle facoltà affini, convinti che questi placebo siano inutili e che servano solo ad impiegare, per tempi brevi, personale non qualificato e inadatto a lavori del genere. Il loro percorso di studi è sempre più sminuito da queste manovre: non bastano infatti i tagli alla scuola e all’insegnamento degli scorsi anni, non bastano i concorsi ministeriali resi tortuosi da lunghi tempi di attesa e da una burocrazia strangolante (basti vedere i lenti iter degli ultimi due bandi “500 giovani” e “150 giovani“, che oltretutto hanno suscitato non poche polemiche riguardanti le modalità di accesso), non basta il lento ricambio tra la classe lavorativa ormai prossima alla pensione e i giovani in attesa di occupazione. Il nuovo programma sembra voler allontanare e sfiduciare i ragazzi che hanno intrapreso o concluso un percorso di studi desiderando di lavorare presso musei e/o enti culturali.

Un piano, quello dei due Ministeri, che arriva proprio alla vigilia della grande manifestazione del 29 novembre a Roma, organizzata dai professionisti dei beni culturali per manifestare contro le recenti politiche culturali del Governo che prevedono una gestione delle risorse storiche-artistiche a “costo zero”. Una scelta arrivata all’indomani della decisione del sindaco di Roma Ignazio Marino che chiedeva l’utilizzo di enti volontari per la gestione del polo museale romano e che evidentemente è piaciuta molto al ministro Franceschini. E per questo archeologi, archivisti, bibliotecari, restauratori e storici dell’arte domani alle 10.00 si incontreranno presso il Pantheon e faranno sentire forte la loro voce e le loro opinioni in merito, al grido di #bastagratis.

Antonella Pisano