Dopo il nuovo stop inaspettato in campionato, il Napoli soffre e pareggia nella fredda Praga 0-0 e passa ai sedicesimi di Europa League con 10 punti ottenuti nel girone, con l’ultima gara al San Paolo contro lo Slovan Bratislava, utile solo per l’assegnazione del primo posto.

Nell’altra gara del girone lo Young Boys ha rispettato il pronostico e ha vinto per 3-1 a Bratislava portandosi a 9 punti, ad una sola lunghezza dagli azzurri e dai cechi a quota 10. Lo scontro diretto tra le nostre avversarie nell’ultimo turno fa sì che una delle due non potrà mai superare il Napoli, che tra l’altro è in vantaggio su entrambe negli scontri diretti. Basterà battere in ogni caso il modesto Slovan per aggiudicarci la prima posizione.

Il Napoli approda ai sedicesimi di finale di Europa League senza molti patemi, anche se la strada poteva essere in discesa ancor più ripida, evitando la figuraccia di Berna.

FORMAZIONI e TATTICA

Benitez, che deve fare a meno di Zuniga, Insigne, Mertens e Michu, decide di applicare un modesto turn over e di schierare gli elementi più affidabili per raggiungere subito l’obiettivo qualificazione. Scendono in campo tutti i big disponibili, Callejon, Higuain,Hamsik, con la coppia centrale Albiol Koulibaly in difesa. Turno di riposo per Ghoulam e Maggio, con Britos e Mesto in campo. Jorginho prende il posto di un De Guzman non al meglio e si piazza poco più avanti dalla coppia di centrocampisti, che stavolta è molto difensiva con Lopez e Gargano.

L’allenatore dei cechi Lavicka non ha problemi di formazione e manda in campo tutti i suoi calciatori migliori per interpretare il suo 4-2-3-1, con schema speculare a quello di Benitez. Lo Sparta è in pratica mezza nazionale Ceca, con Kaderabek (terzino destro), Brabec (difensore centrale) Krejci, Dockal, Husbauer e Lafata che formano il quadrilatero offensivo.

NAPOLI (4-2-3-1): Rafael; Mesto, Albiol, Koulibaly, Britos; Gargano, David Lopez; Callejon, Jorginho, Hamsik; Higuain.

SPARTA (4-2-3-1): Stech; Kaderabek, Brabec, Holek, Nhaimonesu; Husbauer, Marecek, Matejovski; Dockal, Lafata, Krejci.

LA GARA

Il Napoli nella morsa del freddo (quasi zero gradi) comincia subito a soffrire. Nemmeno il tempo di studiarsi tatticamente che Koulibaly inizia la gara, facendoci rivivere i fantasmi di Cagliari, perdendo un pallone in maniera scellerata. Ci pensa Rafael a salvare sul tiro di Dockal, servito da Lafata.

Lo Sparta fa la partita e il Napoli cerca di controllare la gara per poi ripartire, ma agli azzurri non riescono bene entrambe le cose, sotto la pressione dei cechi rischiano di capitolare, con un tiro spiovente dalla distanza di Husbauer che sbatte sotto la traversa superando Rafael, sulla ribattuta del legno la palla finisce sulla testa di Lafata solo al centro dell’area, ma il portiere azzurro stavolta è bravo a rialzarsi e deviare la palla.

La manovra degli azzurri non è continua e la squadra non riesce in alcun modo a tenere palla, si abbassa troppo, arretrando nella propria metà campo e soffre sugli esterni, dove i terzini cechi si sovrappongono di frequente alle ali, con Callejon e Hamsik in difficoltà in copertura, anche se la diga Gargano-Lopez regge e Albiol riesce a giganteggiare in difesa con Koulibaly, che si riprende bene dall’errore iniziale.

Poche le palle giocabili per Higuain, che non riesce a tenere palla e far salire la squadra, con Jorginho che sembra frenato dalla rigida temperatura e dal ruolo di trequartista, nel quale non è proprio a suo agio.

Il Napoli rischia ancora nel finale di gara, con Albiol che salva sulla linea su un tiro cross di Krejci che scavalca Rafael.

Si va negli spogliatoi sullo 0-0 con i partenopei che non si rendono mai realmente pericolosi.

Ad inizio ripresa gli azzurri sembrano voler cambiare marcia e cominciano con un buon fraseggio, mai visto nel primo tempo, ma la loro azione si spegne ben presto e, pur non correndo pericoli, ricomincia ad essere impostata sempre dai cechi.

Quando si abbassa troppo il Napoli rischia e alcuni dei suoi uomini cominciano a perdere smalto ed energie, come Higuain e Jorginho, che non riescono a tenere palla centralmente, sbagliando numerosi controlli e passaggi. Rafa se ne accorge e manda in campo prima Zapata per uno spento Pipita e poi Ghoulam per Jorginho, risistemando Hamsik nel suo ruolo naturale.

Le cose vanno meglio ed il Napoli sfiora addirittura due volte il vantaggio con due traversoni pericolosi in area di Mesto e Zapata, sui quali gli attaccanti arrivano in ritardo di un soffio.

Quando sembra che gli azzurri siano in totale controllo della gara arriva un altro pericolo, con un tiro dalla distanza dell’onnipresente Matejovski, che deviato impercettibilmente da Rafael finisce sulla traversa.

Scampato il pericolo il Napoli nell’ultimo quarto d’ora tenta il colpaccio, ma né Hamsik, né Zapata riescono a trasformare almeno 3  buone occasioni e la gara si chiude sullo 0-0

Il Napoli bruttino, ma concreto, riesce a ottenere il risultato che gli serviva per passare il turno, ed è già una buona notizia.

Fonte immagine in evidenza: sscnapoli.it

Gianluca Torre