E’ delle ultime ore la notizia che scuote il mondo libico, perché riguarda le pesanti dichiarazioni di Khalifa Haftar, generale che guida l’operazione “Karama” contro le truppe islamiche che dominano la città di Tripoli, capitale della Libia.

Il generale ha affidato, in un primo momento, le sue dichiarazioni al giornale algerino el Khabar, affermando senza giri di parole la ferma convinzione di riprendere rapidamente il controllo della città. La Libia, infatti, a tre anni dalla morte di Gheddafi, di cui Haftar è stato a lungo braccio destro, è divenuta teatro di una complicatissima lotta tra milizie che, con l’appoggio di governi stranieri, stanno tentando di spartirsi il territorio con fortune alterne.

Oggi il generale è a capo dell’esercito libico fedele al governo di Tobruk e mira alla sconfitta delle truppe islamiste di Alba libica e di Ansar al Sharia che hanno installato la base del proprio governo nelle città di Tripoli, Bengasi e Misurata. “Gli attacchi all’aeroporto di Mitiga degli scorsi giorni sono stati solo l’inizio” ha affermato il leader, il quale si dichiara certo della liberazione di Tripoli e di Derna in poco tempo, mentre ammette le maggiori difficoltà che potrebbe incontrare nella città di Bengasi.

Ma la situazione potrebbe non essere limitata al solo mondo libico. Il generale Haftar, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, mette in guardia l’Occidente e l’Italia, in particolare, dai rischi che si corre in quella parte del Mediterraneo, spesso crocevia di jihadisti attraverso l’immigrazione illegale. Nelle parole del generale, l’Europa deve rendersi consapevole che la battaglia portata avanti dal governo, legittimo e popolare, di Tobruk è di interesse mondiale per combattere il fondamentalismo, che, invece, ha installato in Libia un’assemblea illegittima ed islamista. Non a caso l’ONU di recente ha annoverato la milizia Ansar al Sharia nella propria lista di gruppi terroristici.

Fonte immagine in evidenza: www.arcilucca.org

Raffaella De Felice