Messina allenatore e Manu Ginobili in campo. No, non è un viaggio nel passato, non siamo a Bologna e la squadra in maglia bianca non è la Virtus. Cosa sta accadendo allora? Semplice, Ettore Messina, ex allenatore del CSKA e del Real Madrid che da pochi mesi è entrato a far parte della famiglia Spurs, è il primo head coach della storia della NBA a guidare una franchigia e a vincere.

Da sinistra verso destra: Ime Udoka, Ettore Messina, Jim Boylen, Will Sevening

QUESTIONE DI TEMPO – Quella della scorsa notte contro Indiana è stata solo una partita, un episodio isolato per adesso complice un problema di salute di Popovich, ma un giorno sarà realtà costante, sarà consuetudine: Ettore Messina è l’erede al trono della panchina di San Antonio designato da Gregg Popovich. E lo stesso Pop ha fortemente voluto che lui entrasse a far parte del suo staff già a partire da questa stagione, perché fare da assistente allenatore (cosa che Messina ha già fatto un anno a Los Angeles) gli darà la possibilità di comprendere, imparare e divenire parte di quella che viene definita “Spurs Culture”.
Il matrimonio tra il nativo di Catania e gli Spurs non è stato un qualcosa di improvviso, è la concretizzazione di un rapporto che andava avanti da un po’. Oltre al già citato Manu Ginobili, il quale ha sempre ribadito di essere diventato ciò che è oggi grazie a lui, Ettore Messina ha fatto esordire sempre ai tempi della Virtus l’allora 15enne Marco Belinelli, ha lavorato al CSKA con Trajan Langdon che adesso è uno degli scout emergenti degli Spurs, è stato assistente allenatore di Mike Brown ai Lakers, lo stesso Mike Brown formato da Gregg Popovich. Insomma, sembra quasi che le due strade fossero destinate ad incrociarsi. Non è stata, però, una decisione maturata solo per motivi di rapporti precedenti, tra i due infatti vi è una forte sintonia sul modo di intendere la pallacanestro: il gioco dei San Antonio Spurs di oggi, quelli che Ginobili definisce 3.0, risente fortemente dell’influenza europea, in cui la palla viene tenuta poco in mano dal singolo giocatore perché dev’essere mossa continuamente, le penetrazioni centrali sono costanti e vi è un continuo ribaltamento del lato.

LA PRIMA VOLTA – L’annuncio viene dato poco prima della usuale conferenza stampa pre-partita dal capo addetto stampa Spurs, Tom James. A mezzanotte inoltrata in Italia, intorno alle 18 americane dunque coach Messina si presenta davanti ai giornalisti. Rassicura sulle condizioni di Popovich – “Non è nulla di grave” –  e si dice concentrato esclusivamente sulla partita, ma il viso e la gestualità tradisce qualche emozione. La chiacchierata con i media dura quasi dieci minuti, dopodiché Messina si allontana per tornare dai suoi e dare gli ultimi accorgimenti prima del fischio d’inizio fissato per le 19.30 (2.30 italiane).
Dopo una partenza sbagliata – così definita dallo stesso Messina nel dopo gara – gli Spurs salgono di giri con il passare dei minuti. Lui, nel frattempo, dà indicazioni lavagnetta alla mano durante i time out, parla prima con Duncan e poi con Parker, chiede consiglio ai suoi assistenti, insomma si comporta come al solito. Del resto, quando parliamo di Ettore Messina, parliamo di un allenatore che sa cosa significa gestire le pressioni importanti. L’aggancio definitivo arriva a sei minuti dalla fine, quando Tony Parker servito da Green libera la tripla del 91 pari. Finisce praticamente lì la gara, perché dopo gli Spurs prendono il pieno controllo delle manovre, gestendo meglio i possessi offensivi. Nel finale sale in cattedra Ginobili che suggella la sua prestazione d’altri tempi (28 punti, 3 rimbalzi e 4 assist) prima con un tiro dall’arco e poi con un jump shot che gli regala un gioco da tre punti.

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Messina dà indicazioni a Ginobili durante la partita come ai tempi della Virtus

GRAZIE MANU – «Dopo la falsa partenza, i nostri veterani hanno preso il controllo della gara. Leonard è stato straordinario, ha preso rimbalzi offensivi e segnato canestri decisivi» ha dichiarato ai microfoni americani a fine gara. Poi, il ringraziamento personale a Manu «I told Manu, ‘I owe you another win in my career’»«Ho detto a Manu, ti devo un’altra vittoria nella mia carriera’».
Complimenti coach Messina, un altro successo straordinario nella tua carriera. Orgoglio italiano.

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Michele Di Mauro