POMIGLIANO D’ARCO – Stamattina a Pomigliano D’Arco si è svolta una manifestazione per dire basta al Biocidio. Vi hanno partecipato le cinque scuole superiori di secondo grado del territorio (Imbriani, Serao, Cantone, Itis Balsanti e Ipc Europa) il liceo Siani di Casalnuovo e l’Ipsar di Cicciano, accompagnati dalle varie associazioni che, da anni affrontano tale tematica, come il Comitato Fuochi di Pomigliano, i Cittadini Campioni Per Un Piano Alternativo Dei Rifiuti, la Coalizione Stop Biocidio, Noi Genitori Di Tutti e il Coordinamento Comitato Fuochi. Per un totale di circa quattro mila manifestanti, sicuramente un gran numero ma poteva esserlo ancor di più considerando che la sola popolazione scolastica liceale di Pomigliano conta circa otto mila studenti… Proprio su questo infatti ha puntato l’attenzione la marcia di stamani: l’Informazione. Ancora oggi molti adolescenti che risiedono nelle zone periferiche di Napoli identificate come “Terra dei Fuochi” non hanno la minima idea del pericolo a cui sono esposti ogni giorno, ciò è inammissibile e bisogna occuparsene e stamattina si è cercato di farlo.

Ore nove, alla stazione centrale di Pomigliano sopraggiungono le varie scuole e le associazioni, prendono posto a capo del corteo, per tutelarlo, anche le forze dell’ordine, il tempo che arrivino tutti ed di organizzarsi, alle ore 9.30 circa la marcia comincia. Due furgoncini blu solcano le strade di Pomigliano, la polizia controlla il tutto e subito dietro l’enorme striscione “Stop Biocidio” retto da uomini e donne che questa parola non potranno mai dimenticarla, rappresentanti delle principali associazioni locali riguardanti la terra dei fuochi, camminano lentamente e in un religioso silenzio guidando il corteo, come un professore che ascolta in silenzio ciò che ha insegnato, ed infatti dietro di loro l’energia dei giovani, le scuole ad una ad una che cantavano, che urlavano per sovrastare la voce delle amministrazioni che ancora giustificano il riversamento di rifiuti tossici e fingono di non ascoltarli.  Tre i flash mob messi in scena: il primo alla stazione stessa dove Vincenzo di Buono (cordinatore uds pomigliano) e Gabriele Aiello (pilastro della marcia) si sono arrampicati sui binari con due fumogeni blu, un blu scuro che ha coperto per qualche secondo il cielo proprio come uno dei tanti roghi che ogni giorno intossicano la nostra aria; il secondo flash mob si è svolto lungo le strade della città: il corteo si è fermato e tutti sono seduti a terra, in silenzio con una serie di fumogeni accesi. Il terzo infine ha avuto luogo in Piazza Primavera, dove sul monumento della piazza sono state affisse le foto delle piccole vittime della terra dei fuochi e sono stati accesi, sempre due fumogeni, ma questa volta di color bianco come la purezza di queste giovani anime, come l’aria pulita che non abbiamo più l’onore di avere, bianco come il colore degli angeli.

Bisogna continuare a manifestare, c’è bisogno che le persone si rendano conto di ciò che avviene intorno a loro, la consapevolezza di ciò che ci privano è fondamentale e, malgrado nelle campagne continuino ad accendere roghi e riversare rifiuti i giovani d’oggi cominciano a capire tutto ciò come può influire sul loro futuro e cercano di reagire, come ci dice Daniela Scodellano (Comitato Fuochi Pomigliano), “I giovani sono il futuro, un futuro che devono tutelarsi; rispetto a quando anch’io era ragazzina oggi c’è più informazione, i ragazzi sono più impegnati nel civile e sono in grado di prendersi ciò che gli spetta, a loro il futuro” . Infatti la maggior parte dei partecipanti sapeva la motivazione per cui stava lottando: “Pomigliano dev’essere sensibilizzata ad una tematica che acquista sempre più peso” dice Natale Russo, rappresentante del liceo Imbriani “Non possiamo rimanere inermi difronte l’uccisione della nostra terra” “Dobbiamo far si che le nostri voci vengano ascoltate” dicono i rappresentanti del liceo Cantone, rispettivamente Gaetano Matrisciano e Antonia Di Maio; “Si può evitare che tutto ciò continui a degenerare, possiamo riuscire a cambiare la situazione” “Com’è possibile che nel 2014 morire di vecchiaia sia diventato un lusso?! Bisogna riappropriarsi del proprio diritto alla salute”  “La morte non può essere ingiustificata, stanno distruggendo la nostra terra, ci stanno distruggendo. Bisogna continuare a sensibilizzare la comunità… bisogna rivendicare i morti innocenti per sensibilizzare i giovani” dicono i rappresentanti del liceo Siani, in ordine di citazione Rosario Brandi, Roberta Della Magna e Alessio Zambretti.

Frangar Non Flectar : Mi spezzerò ma non mi piegherò” recitava uno dei tanti striscioni, quale frase più simbolica?! Perché gli studenti non si piegano, hanno deciso di lottare e di non rimanere in silenzio, passivi… “Non si può continuare a non intervenire quando l’elenco delle vittime aumenta, gli studenti vanno informati per poter lottare” dice Artur Spiezia rappresentante del liceo Serao, concorde con quest’ultimo il suo collega Vito Fiacco “Siamo tutti nella stessa barca, non dobbiamo lottare per noi stessi, io non lotto per me solamente, lotto per tutti. Bisogna cercare il bene comune. Bisogna continuare a sperare che tutte queste morti non siano state inutili e che un giorno si possa dire basta alla parola Biocidio, perché come ogni cosa anch’essa deve avere un inizio ed una fine”

Sblocca Italia e decreti vari continuano a dilaniare la nazione, la crisi ormai è perpetrata in ogni casa. Ma mentre da altre parti possono vantare di avere almeno la salute, noi neanche quella!” dice Gianluigi Renzi (ex coordinatore uds Pomigliano). E’ intervenuto anche Claudio Pellone (di Cittadini Campani Per Un Piano Alternativo Dei Rifiuti) che ha spiegato come la coalizione Stop Biocidio sia nata in modo spontaneo nelle varie realtà locali e che si sta diffondendo sempre più fra le comunità di Acerra, Fratta Minore, Giugliano, la stessa Pomigliano e Casal di Principe; tutto è cominciato l’anno scorso al seguito delle iniziative di Fiume in Piena con l’intenzione di sensibilizzare la popolazione per dimostrare di non essere più un popolo inconsapevole. Bisogna agire se le amministrazioni non adempiono ai propri compiti, è un rapporto “inversamente proporzionale”, lo Stato promette ma non mantiene, tutte le norme varate non hanno portato ad alcun risultato, non vengono effettuati controlli, non viene aiutata l’economia del riciclo, non si provvede al risanamento qualificato dei territori ed inoltre viene imposto ai cittadini di bruciare autonomamente le balle di rifiuti. Gli studenti non devono assistere inermi alla morte dei propri coetanei, devono assumersi il peso di questa eredità e cercare di cambiare un futuro che loro stessi dovranno vivere.

Infine i due fautori di questa manifestazione, due giovani uomini impegnati nel civile, Vincenzo Di Buono e Gabriele Aiello. Il primo coordinatore dell’uds Pomigliano, in carica da neanche un mese oggi si è ritrovato ad affrontare il suo primo corteo, che in fin dei conti è più che riuscito; impegnato nel dirigere tutto nei minimi dettagli rilascia solo una breve ma significativa dichiarazione “ Dobbiamo difenderci. Chi elimina la nostra terra, la nostra casa, elimina noi stessi” . Poi si racconta Gabriele Aiello, un ragazzo che crede profondamente che qualcosa possa cambiare, contrastando con la sensibilizzazione e con marcie come quella di stamattina l’ignoranza di fondo. Diciannove mesi fa il padre di Gabriel si ammala di tumore metastatico  al cervello e ai polmoni e il giovane decide di iniziare a prendere parte alle lotte contro la così detta Terra dei Fuochi, come semplice partecipante però; poi cinque mesi fa le condizioni del padre si aggravano, la malattia diventa terminale, l’uomo è inerme, privo di forze, per il ragazzo diventa irriconoscibile, infine si arrende ad un qualcosa più grande di lui che lo ha dilaniato dall’interno… muore il 15 luglio di quest’anno. A quel punto Aiello decide di fare un’ultima promessa a suo padre, decide di vendicare la sua ingiusta morte. Intraprende una campagna di sensibilizzazione territoriale assistito dal Gianluigi Renzi, crea “C’at accis a salut”, registra video e sfrutta al meglio la più grande forza di comunicazione di cui un adolescente dispone: i social. Ottiene subito un enorme attenzione mediatica e entra a far parte delle varie associazioni appartenenti alla coalizione Stop Biocidio. E se gli si viene chiesto com’è possibile che un giovane di poco più di sedici anni, abbia affrontato con tanto coraggio la morte del proprio padre ed abbia deciso di lottare con tanta fermezza per la rivendicazione di quest’ingiustizia, dove in poche parole abbia trovato tanto coraggio; Gabriel dopo un timido sorriso risponde deciso “Non è la mia di forza, ma quella di mio padre”. La Terra dei Fuochi, Napoli, il nostra stato che finge che il problema non sia suo, hanno bisogno di persone come Gabriele, di persone che lottano per i propri cari, che urlano se vengono private di quei diritti inalienabili all’uomo, se vengono abbandonate nello scempio più totale; ha bisogno di coraggio. Più giovani dovrebbero seguire l’esempio di questo, lo definirei ormai, uomo e prendere coscienza delle sue stesse parole “ La nostra terra è malata ed ogni giorno viene stuprata dall’ecomafia” , perché le possibilità e le forze per combattere ci sono basta solamente saperle sfruttare.

Simona Pisano