“Sono partigiano e partigianamente penso che prima venga l’elezione del presidente della Repubblica e poi vengano le riforme”.

Queste sono le parole di Silvio Berlusconi, ormai ex premier, il quale ha tirato in ballo nella scena politica il nome di Giuliano Amato, come corrispondente alla figura di persona “non di parte”.

Rientra così al centro della scena, aprendo una serie di discussioni su alcune figure della politica contemporanea, valutando il loro operato come ottimo e apprezzabile. Assieme a quello di Amato, si valuta anche quello di Mario Draghi; “Mi risulta che il presidente della Bce abbia fatto sapere di non essere disponibile. Al momento per Draghi la situazione è questa” – dice Berlusconi.
Stando alle sue parole, l’intento è quello di portare ad una presa di coscienza della situazione decadente del Paese, infatti ha così affermato: «Il Paese vive una situazione preoccupante che non so quanto venga percepita fino in fondo. Siamo in un sistema politico che non è democratico, siamo in presenza di una crisi economica strutturale. E nel bel mezzo di questo contesto cade l’elezione del nuovo capo dello Stato. Perciò credo che si debba mettere subito in sicurezza la massima carica dello Stato».

Riagganciandosi così alla discussione sull’importanza della figura del Presidente del Consiglio. Inoltre se l’elezione non è una scelta condivisa, tale figura verrebbe delegittimata perché non rispecchia quel principio di condivisione.
Inoltre, Berlusconi non mostra preoccupazioni iperboliche per una eventuale rottura del Patto del Nazareno, affermando che: “Abbiamo tutti dei problemi in casa. Leggo anche oggi sulle agenzie di stampa dichiarazioni da vecchia politica. Politica democristiana”.

 

Fabrizio Consiglio