Il premier Renzi interviene all’assemblea della Cna per divulgare con fervente ottimismo le sue idee per il futuro italiano. Tale incontro si è tenuto per giunta in un luogo simbolico, un capannone della Ptl, uno stabilimento metalmeccanico ricostruito dopo il terremoto del maggio 2012, a Mirandola. Il premier si scusa inizialmente per la sua mancanza, causa voto della legge della stabilità delle Camere e varie proroghe per le riforme inerenti al fisco e di tipo costituzionali ed elettorali.

“Parlo per chi come voi, imprenditori della Cna, sono abituati a lavorare e non conoscono neanche il significato di weekend. Non voglio sentire un tanto non ce la faremo mai perché è falso”.
Renzi debutta con questo discorso che cerca di scacciar via la negatività dei lavoratori stremati, che vedono il governo d’Italia come una macchina trita soldi, sogni e futuro. Afferma che chiunque punti alla rassegnazione sbaglia e rende frustrante ed impossibile l’impresa. Rivolge quindi il suo saluto a tutti coloro che la mattina si alzano orgogliosi e con la voglia e la tenacia di mettere tutto in gioco. “Questi sono i nostri eroi” continua “ed è a voi che rivolgo il mio appello di cambiare l’Italia”.

Intanto Renzi rincuora di non restar con le mani in mano. Dal primo gennaio prevede un investimento per il futuro con conseguente diminuzione di tasse e semplificazione del sistema fiscale. Vorrebbe infatti tagliare le tasse di 18 miliardi per arrestare quel processo economico distruttorio che sta facendo “dimagrire il nostro Stato, invece di farlo ingrassare”. Questa operazione non riguarderà inoltre soltanto gli 80 euro per i lavoratori pubblici, dipendenti e privati, ma anche “un abbassamento dell’Irap, una semplificazione delle procedure, la possibilità per chi dal primo gennaio creerà posti di lavoro a tempo indeterminato per i primi tre anni di non pagare i contributi”.

“Intendiamo intervenire sulla burocrazia italiana che oggi stritolerebbe anche un leone, ci stiamo rimboccando le maniche. Siamo qui a lavorare, ‘era ora’ dirà qualcuno”. Non tutti però sono rimasti incantati da questo spirito di iniziativa iniettato da una buona dose di speranza quasi tratta dalla Ginestra leopardiana. Il presidente Daniele Vaccarino pensa ad esempio ad un Italia spacciata dalle imprese soffocate da un sistema finanziario incompatibile con lo sviluppo.
Le Pmi non sono da meno e sottolineano l’importanza di quegli 80 euro e l’esclusione dei lavoratori autonomi e dei pensionati.

Alessia Sicuro

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Diplomata al liceo scientifico sperimentale PNI, matricola alla facoltà di lettere moderne della Federico II, ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose. Accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire ed affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Divora libri, vecchie storie, vorrebbe guardar il futuro con degli occhiali magici per riportar solo belle notizie alla gente disillusa. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale! Vorrebbe esser stata più concreta fin dall’inizio, essere interessata ai soldi come tutta la gente normale e non sentirsi in pace col cosmo solo perché sta inforcando una penna. Si, vorrebbe, ma bisogna sempre svegliarsi.