I miei avvocati me lo sconsigliano, ma non posso astenermi dal tornare in piazza per dire come stanno le cose“, dice a Milano in occasione di quello che Forza Italia ha definito come il “No Tax Day“.

E proprio in questo evento in piazza il Cavaliere cerca di dimostrare agli altri, ma forse più a sè stesso, che è ancora il leone d’una volta, il paroliere preferito dagli italiani. Non manca il solito attacco alla magistratura che, dice “appena do un segno di vita, dopo averne messi sotto 10 e l’undicesimo è Grillo, subito arriva l’uso politico…“, sfoggiando un cult che i suoi fan più accaniti apprezzano tanto da impedirgli di continuare la frase, coprendolo con un fiume di applausi. E Silvio non ha paura delle nuove tendenze, lui sa ancora come arrivare alla pancia dell’elettore, quali promesse portare avanti. “Per 6 mesi compravendite senza alcuna imposta“, reclama soddisfatto da un gazebo a piazza San Fedele.  Poi rincara la dose proponendo una flat tax per tutti con una tassazione al 20% del reddito per le famiglie. Afferma il ruolo da protagonista del suo partito, ancora pronto a sostenere il Patto del Nazareno con il partito del figliuol prodigo perchè Forza Italia “non può non votare” le riforme istituzionali che propone da 20 anni, ma nel contempo si dice pronto a dar battaglia al governo, soprattutto sul piano delle politiche economiche. Critico in particolar modo rispetto al Jobs Act, che ritiene un provvedimento inutile perchè, a suo dire, i vertici di Confindustria “non pensano che si potrà assumere un solo italiano in più“.

Ed ecco quindi che sforna le sue ricette per la crescita: svalutazione dell’euro, cambio col dollaro “uno a uno“, e l’immissione di “forte liquidità“. Ma le fantasie economiche dell’ex premier non si fermano qui, c’è molto di più : “Sull’euro abbiamo le nostre idee che presenteremo: per esempio recuperare parte della nostra sovranità con una seconda moneta che possa essere stampata da noi e messa sul mercato che poi ne valuterà il cambio“.

Lancia poi un avviso ai suoi giovani sfidanti. “Salvini è il benvenuto nel centrodestra, ma non l’ho mai nominato leader: è uno dei goleador“, e per Fitto ” Ci sono alcuni che ci accusano di essere renziani“, ma “L’Italia ha bisono di noi, siamo l’unica forza liberale“.

E Berlusconi è ancora qua, ancora alla ricerca di una leadership di cui non riesce ad intravedere la fine. Mentre Grillo parla di stanchezza, lui la stanchezza non la sente affatto, si sente ancora in gioco e dice la sua persino sul prossimo Presidente della Repubblica per il cui ruolo, afferma “Voteremmo uno come Giuliano Amato“. Insomma, l’ex premier non si vuole arrendere al tempo che passa, convinto che gli elettori siano ancora innamorati di lui, non ancora sfiniti dalla sua ingombrante figura, pronto a lanciare l’ennesima “diavoleria” per risalire la china.

Antonio Sciuto