In Italia bisogna ripartire e lo si farà principalmente dalla creazione di nuovi posti di lavoro e dal rilancio delle vecchie industrie. Ѐ questo sostanzialmente che il premier Matteo Renzi ha lasciato trapelare da un’intervista rilasciata a la Repubblica. Nell’inciso, si è parlato di politica, di lavoro e dei sindacati, temi scottanti soprattutto sotto questo governo, odiato da molti e amato da altrettanti. C’è stato anche modo di parlare della crisi del Movimento 5 Stelle, con un Renzi deciso ad affermare che ormai “il PD ha rottamato Grillo”.

Il premier, poi, si è lasciato andare a diversi commenti sulla Camusso, sull’articolo 18 e sulla neonata questione del Colle. Difatti, il 2015 è quasi arrivato e stando a notizie trapelate nelle scorse settimane, l’anno nuovo coincide con le premature dimissioni di Napolitano da presidente della Repubblica. “Il mio nome per il Colle resta solo Napolitano” ha chiarito prevedibilmente Renzi, forse forte del clima di incertezza che aleggia da molto tempo. “Per quanto riguarda l’articolo 18 bisognerebbe rileggere ciò che scrivevano sindacalisti come Luciano Lama”.

Nell’intervista spazio è stato lasciato anche alla crisi interna al PD e anche in questo caso il premier è stato abbastanza risoluto: “in Italia voglio una sinistra moderna. Nel partito nuove regole sulla disciplina interna, ci sta chi ne ha voglia”.

Sui sindacati, invece, non si è detto nulla di nuovo rispetto a quanto affermato nei giorni scorsi. “Il segretario della CGIL ha la necessità di tenere alta la tensione e i toni in vista dello sciopero generale. È legittimo e comprensibile. Ma la mia priorità è un’altra: tenere la discussione sul merito delle cose. Capisco la CGIL, ma nel frattempo noi dobbiamo cambiare l’Italia”.

Ecco dunque che in Italia bisogna cambiare e ripartire, sì, e lo si farà dagli industriali e dai lavoratori. “Ho detto che sono eroi gli imprenditori, gli artigiani, tutti i lavoratori. Chi fa il proprio mestiere. Perché le questioni vere sono queste: avere la possibilità di fare impresa e creare posti di lavoro. Il resto è polemica inesistente” e ancora “Se il sindacato ha voglia di cambiare e dare una mano, ci siamo. Ma se pensano di bloccarci, si sbagliano di grosso. Il tema vero oggi è creare lavoro, non farci i convegni. Affrontare crisi industriali come quelle di Taranto, di Terni, quella dell’Irisbus. Dare nuove tutele a chi lavora e non la polemica ideologica. Questo è il governo che ha dato 80 euro a chi ne guadagna meno di 1500 al mese, che punta sui contratti a tempo indeterminato. È semplicemente quel che deve fare una sinistra moderna”.

Maria Stella Rossi