Aria di novità e tempi di attesa per quando riguarda i nuovi risvolti del Movimento 5 Stelle: sembra proprio che il leader Beppe Grillo, stanco ormai di criticare e dibattere, abbia preso la discussa decisione di assegnare mansioni speciali ad alcuni fidatissimi; 5 deputati, per l’esattezza: Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Carla Ruocco, Roberto Fico, Carlo Sibilia. Più del 90% degli iscritti della Rete approva la decisione presa da Beppe Grillo, seppur questa presa di posizione sembra essere un nuovo punto da relazionare per far coincidere più motivazioni ad un’eventuale scissione interna del Movimento stesso.

È oramai risaputo, infatti, che i nuovi metodi di valutazione del presidente del Movimento 5 Stelle sono messi alle strette ed è costretto, ahimè, a dover epurare il gruppo politico da coloro i quali sono ritenuti poco meritevoli di ricevere cariche importanti, come accaduto ai deputati Massimo Artini e Paola Pinna, che ancora non hanno ancora rifiutato una parte del loro stipendio. Un’altra quindicina sarebbero i dissidenti, che per un motivo o l’altro, verranno puniti con l’esilio dal partito, tra cui  i deputati Sebastiano Barbanti e Eleonora Bechis e il senatore Francesco Molinari.

Ciononostante, i ribelli capitanati dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti, hanno deciso di protestare contro le nuove decisioni che Grillo dichiara però “incontestabili”, in quanto votate anche dal web. Ma Pizzarotti afferma che la decisione sarebbe dovuta discutersi prima durante una riunione delle Camere e, solo in seguito, via blog. Così invita all’appuntamento il 7 dicembre per la giornata dello statuto, proprio nella piazza che lo ospita da primo cittadino, anche tutti gli attivisti del Movimento 5 Stelle.

Nel frattempo, mercoledì si svolgerà l’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari di Camera e Senato, dove si conteggerà quanti espulsi deciderà di fare Beppe Grillo. In questo modo non è esclusa una vera e propria scissione, in onore del fatto che le nomine degli esili ammonterebbero circa a una ventina, per cui l’ipotesi che avanza è quella di inaugurare velocemente a Montecitorio un nuovo gruppo autonomo che raccatterebbe tutti gli ex grillini.

L’epurazione interna al movimento non è una moda capitanata solo da Beppe Grillo, infatti negli ultimi giorni rivelazioni di dimissioni arrivano anche da Daniele Pesco e Dino Alberti, che avrebbero voluto contrastare la decisione presa da Grillo nell’affiancarsi il gruppo dei cinque deputati, e sortendo la sensazione di trovarsi di fronte sempre di più ad un “partito” e non “movimento”, che dovrebbe generarsi senza pensare a intoppi come la stanchezza. Ciononostante i due, hanno subito rettificato le loro sensazioni attraverso un post su face book.

Tra l’altro come dichiara Roberto Fico, “c’è un’atmosfera serena, di dialogo e di condivisione. L’espulsione esiste in tutti i movimenti e partiti, c’è qualcuno che può pensare che si potevano fare alcune cose in un altro modo e non c’è nessun problema tranne il dibattito interno normale. Del resto noi facciamo sempre tutto in forma trasparente e davanti a tutti, sia sul blog, sui nostri profili che in riunione”

Alessandra Mincone

2 COMMENTI

  1. Scissione dello scisso… parrebbe impossibile, ma forse possono riuscirci. Se invece scomparissero definitivamente darebbe la cosa loro meglio riuscita!

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