ACERRA – Nell’ultima settimana, a pochi giorni di distanza, la camorra ha preso di mira ben due dei cantieri comunali del paese di Acerra. Precisamente, nel caso più recente, ci troviamo nell’area dell’ex mercato all’aperto, nel mezzo tra via De Rosa e via Clanio, a soli 300 metri dal municipio, e da questo, quindi, si avverte l’affronto arrogante e diretto alle istituzioni. La vicenda ruota attorno a un appalto del 2009 di oltre quattro milioni e mezzo di euro su un’area all’incirca di 10.000 metri quadrati in cui il comune nominava un’azienda a costruire quella che sarebbe stata la piscina comunale di Acerra. I macchinari di questa ditta sono stati letteralmente bruciati la scorsa notte, poco prima dell’alba come gesto intimidatorio, ma il messaggio è chiaro, la camorra vuole la sua parte, e anche al più presto. Procedono, intanto, anche le indagini sull’attentato incendiario dei giorni scorsi ai danni di un’idropulitrice dell’impresa della nettezza urbana cittadina, scortata ora costantemente dalla polizia municipale. Gli attentatori, a volto coperto, anche questa volta si sono dato da fare all’alba bloccando per prima cosa il passaggio ai conducenti e poi versando benzina nell’abitacolo scatenando il forte incendio che in pochi secondi ha avvolto il convoglio. Così il comune di Acerra firma un accordo con la Fai – Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura italiane. L’ok rientra nella delibera numero 162, firmata lo scorso 24 novembre. Per questo il Comune si costituirà parte civile in tutti i processi per estorsione, usura e associazione per delinquere di stampo camorristico. Il primo cittadino Raffaele Lettieri spiega: “L’obiettivo è dare un segnale forte e affiancare le vittime in questo difficile percorso di ribellione contro le mafie.” In questo senso, va anche la delibera numero 70, per la quale è stato approvato il progetto per il bando della Regione al fine di realizzare sul territorio alcuni servizi di prevenzione e respingimento ai reati di usura e estorsione. Come concordato la Federazione Antiracket e Antiusura offrirà la disponibilità del suo studio legale al Comune acerrano. A titolo di rimborso complessivo il Comune pagherà una somma pari a 500 euro, e non metterà a disposizione alcun altro compenso. Per tutto ciò, l’ufficio legale della Fai mostrerà costituzione di parte civile nei casi in cui i crimini commessi vedano i cittadini di Acerra quali parti offese e nel caso in cui si verifichi sul territorio comunale. Lettieri infine conclude dicendo: “Il comune di Acerra sta dalla parte della diffusione della cultura della legalità e della solidarietà. Sottoscrivendo questa convenzione sosteniamo le vittime di estorsione e presteremo assistenza tecnica legale a soggetti che svolgono attività economica e che sono vittime di reati di criminalità, promuovendo anche le altre associazioni e tutti i progetti Antiracket”.

Laura Bifulco