In una realtà contemporanea in cui banche e colossi finanziari spadroneggiano in ogni ambito del be-done, anche il mondo del calcio risente fortemente dell’insormontabile influenza economica che da questi ne deriva. Ecco quindi che sempre più spesso, le questioni legate al campo di gioco passano in secondo piano, rispetto a tematiche quali: bilanci societari, fair play finanziario, capitali stranieri, sanzioni e ranking FIFA.

Le società calcistiche sono in un certo senso obbligate a mantenere determinati standard di competitività, non solo a livello di gioco espresso dalla relativa squadra, bensì anche per tutta una serie di fattori afferenti legati alla potenza economica del club stesso. Non a caso, già da alcuni anni, si stanno esplorando nuovi mercati esteri (molto più floridi di quelli italiani) con tournée estive in America e competizioni ufficiali in Asia (la finale di Supercoppa italiana quest’anno si disputerà in Qatar; 2 anni fa ebbe luogo a Pechino).

Parole come: brand, marketing, sponsor, merchandising, sembrano esser diventate pane quotidiano non solo per chi ama disquisire di economia e finanza, ma anche per chi, da appassionato di calcio, è coinvolto indirettamente nell’evoluzione di uno sport sempre più dipendente dal dio denaro.

La Società Sportiva Calcio Napoli, per i più tradizionalisti il Napoli, non è esule da quest’evoluzione, e nonostante un fatturato nettamente inferiore rispetto a squadre come: Barcellona, Real Madrid, Bayern Monaco, Chelsea, Juventus, è diventata uno dei brand più venduti in Europa.

Il Presidente De Laurentiis ha quindi saputo sfruttare al meglio parte delle risorse di un macrocosmo Napoli, che in giro per il mondo conta circa 7 milioni di tifosi. Ovviamente gli azzurri, così come gran parte delle squadre italiane, possono solo sognare le sponsorizzazioni faraoniche d’oltremanica (il Manchester United percepisce dalla Chevrolet 400 milioni di euro in 7 anni, ed 1 miliardo di euro in 10 anni dall’Adidas), ma tramite il marchio S.S.C.N. sono stati in grado di sbaragliare in terra inglese la concorrenza di club blasonati di primissima fascia.

Secondo quanto afferma il Daily Mail in uno studio statistico pubblicato sul sito amazon.co.uk, escludendo dalla classifica i team inglesi, quelli del Napoli sono i gadget più venduti in Inghilterra (seguiti da quelli di: Barcellona, Juventus, Real Madrid ed Inter). Un risultato a sorpresa, soprattutto per una società di calcio italiana del meridione che, con la politica dei bilanci sani, ed una costante evoluzione a 360°, è diventata in pianta stabile una delle prime squadre in Europa per rapporto tra fatturato totale e fatturato del merchandising.

Sapiente è stata negli anni, la voglia di ADL di insistere sull’area commerciale del Calcio Napoli; gli innumerevoli Macron Store che attualmente pullulano per le vie di Napoli sono proprio una testimonianza del fatto che il brand azzurro è uno dei capisaldi su cui la dirigenza partenopea vuole puntare per continuare a crescere.

Nuovi sponsor per il Napoli: work in progress

Il contratto che lega il Napoli alla Macron scade il prossimo anno, e vista la presenza (e si spera permanenza) in squadra di top player, su tutti Higuain, è molto probabile che nuove proposte di sponsorizzazione possano arrivare dai colossi Nike o Adidas. Allo stato attuale, non ci sono fonti ufficiali che confermano un contatto diretto tra queste multinazionali ed il Napoli, ma la conquista dell’Inghilterra non resterà a lungo inosservata.

Fonte dati statistici: Daily Mail / amazon.co.uk

Fonte immagine in evidenza: ilovefootball.it

Fabio Palliola