In un precedente articolo avevamo dato la notizia che, finalmente, in Arabia Saudita le donne avrebbero potuto cominciare a guidare, però sotto delle precise condizioni.

Sempre nell’articolo avevamo parlato di come molti attivisti avevano postato sulle principali piattaforme di video sharing alcune riprese di loro stesse alla guida, da sole, in auto, nel loro vicinato. Al Jazeera riporta interessanti novità su questa lotta.

Secondo l’emittente araba, ieri, una delle attiviste, Loujain Hathloul,  è stata arrestata, perché alla guida di un autoveicolo al confine con gli Emirati Arabi Uniti, a causa del fatto che, per ora, per le donne, anche con l’introduzione delle novità elencate nel nostro articolo, la guida fuori dalle città è assolutamente proibita, se non accompagnate da un parente di sesso maschile.

Anche la giornalista Maysaa Alamoudi è stata arrestata, dopo essersi presentata nel luogo dove l’attivista è stata fermata, per provare ad aiutarla e, ora, secondo un poliziotto arabo, le due sono state trasferite all’ufficio investigativo, anche se la vicenda presenta alcuni lati oscuri, visto che la patente posseduta dall’attivista Loujain Hathloul era valida anche per l’Arabia Saudita, almeno da quanto dichiarato da altre sue compagne.

Per ora sappiamo che i cellulari delle due donne suonano a vuoto.

La reazione sui social network, ovviamente, è stata immediata, alla ricerca di informazioni sia su quanto successo sia per comprendere come stanno le due donne e twitter, in questo caso, ha permesso la ricostruzione di quanto accaduto, seppur, allo stato attuale, poco si sa delle condizioni dell’attivista e della giornalista.

Tutto era iniziato con un tweet di un’altra attivista, che riportava di non aver avuto notizie di Loujan Hathloul da almeno 4 ore:

In seguito, il giornalista Ahmed Al Omran riportava che le due donne, probabilmente, erano  state fermate al confine con gli Emirati Arabi Uniti dalla polizia:

Infine l’analista dell’Arabia Saudita Ali-Al-Ahmed ha confermato quanto avvenuto:

 Facendo anche notare di come vi sia stato l’interesse del Ministero degli Interni e quindi dando molti dubbi sul piano di “liberalizzare” la guida delle donne.

Fabio Scala