Continuano senza sosta le iniziative di protesta del movimento studentesco ad Hong Kong, che tuttavia sta affrontando una spaccatura al proprio interno.
Da un lato ci sono i tre fondatori di Occupy Central, uno dei primissimi movimenti scesi in piazza, i quali hanno annunciato che si consegneranno alla polizia incitando gli studenti a ritirarsi dopo che nella notte fra domenica e lunedì scorso si sono verificati gli scontri più gravi tra manifestanti e polizia da quando è cominciata la protesta, due mesi fa.
Quella notte la testa del movimento ha esortato i manifestanti ad “intensificare” l’attacco circondando uffici governativi, e la polizia ha risposto con l’uso di cannoni ad acqua, cariche con manganellate e raffiche di spray al pepe, lasciando parecchi feriti sul campo. Complessivamente, almeno 40 persone sono state arrestate e altre 40 sono state ricoverate in ospedale, mentre secondo il governo 11 agenti di polizia sarebbero rimasti feriti negli scontri.
Il piano è stato un fallimento nel complesso dato che, anche se alcuni luoghi sono stati occupati, subito la polizia li ha sgomberati“, ha dichiarato alla Reuters Alex Chow, uno dei leader del movimento, e questo fallimento ha portato alla decisione dei vertici di Occupy Central, un movimento che ha come proprio caposaldo la non-violenza, a gettare la spugna.
Intanto il 18enne Joshua Wong, il leader dell’altro gruppo studentesco di protesta, Scholarism, ha annunciato che lui e due ragazze del gruppo hanno iniziato uno sciopero della fame che proseguirà finchè l’amministratore delegato di Hong Kong, Leung Chun-Ying, accetterà di riprendere il dialogo sulla riforma elettorale.
Siamo delusi dall’indifferenza del governo alla richiesta del popolo di Hong Kong del suffragio universale, e siamo affranti per l’uso eccessivo della violenza da parte della polizia” ha scritto Scholarism in un comunicato pubblicato sulla sua pagina Facebook. “Negli ultimi 60 giorni, Hong Kong è cambiata. I valori che tutti i cittadini di Hong Kong hanno a cuore come uguaglianza, libertà e giustizia, sono stati tutti spazzati via. Non abbiamo altra scelta per fronteggiare il governo oltre al minare i nostri corpi.”
Un tentativo che tuttavia è gia stato bollato da Chun-Ying come “ammirevole, ma inutile“.

Giacomo Sannino