L’articolo della nostra Elena Ravel sul fenomeno dello street food napoletano ha macinato ben quarantamila visualizzazioni. Sono giorni, oramai, che l’intera redazione è precipitata in una inarrestabile euforia gastronomica. Intere risme di fogli d’analisi giacciono ora inermi e unti nei cestini ai lati delle scrivanie, dopo aver perso tutta la loro credibilità avvolti a cuoppo intorno a calamari fritti e panzarotti. Le riunioni si tengono ai tavoli del bar e le linee editoriali vengono scritte su vecchi ricettari. Il direttore, ahinoi, non ha smesso di bofonchiare, ma a causa del boccone ciò che ci dice è ancor meno comprensibile di prima.

Ho deciso così di risalire alla fonte primaria di cotanta agitazione e di telefonare proprio a Giovanni Kahn della Corte, che con l’invenzione di una pizzeria su ruote ha rivoluzionato la vendita del cibo in strada. La nostra politica aziendale mi impedisce di rivelargli che, a causa sua, i redattori di Libero Pensiero non riescono più a correre da una scena del crimine all’altra e per questo abbiamo dovuto abbandonare il campo ai colleghi del Mattino. Forse intuisce qualcosa e si sente in colpa, perché, quasi come volesse sdebitarsi, mi regala particolari assai interessanti sulla sua storia.

Da molto tempo carezzava l’idea di preparare direttamente in strada la regina delle pietanze Frijenno Magnanno, la pizza al portafoglio (pizza mignon piegata in quattro lati al fine di agevolare la deambulazione durante il pasto), in modo che i suoi clienti potessero gustarla calda e croccante senza attendere i tempi comodi di una pizzeria (diciamocela tutta, l’avesse inventata prima, mi sarei risparmiato quintali e quintali di pizzette oramai anemiche e sereticce prese un po’ per fame e un po’ per pietà perché parevano guardarti, al di là della vetrina, come bestioline stipate in un canile).

Provvidenziale risultò l’intervento di alcuni amici ingegneri che, in base a calcoli che non vi sto neanche a spiegare perché tanto non ci capireste niente, resero l’apecar adatta ad ospitare un forno a legna di  cinque quintali, neutralizzando così l’effetto, scientificamente detto, della fidanzatamoltoincarnesulsediolinoposterioredelquadinvacanzaacorfù.

Il veicolo si presenta come una pizzeria completa: ha un forno a legna e un tavolo di lavoro a scomparsa. Le pizze, preparate in laboratorio, vengono farcite e cotte al momento in cui vengono richieste. La pizzeria su tre ruote è stata battezzata in occasione della Notte bianca al Vomero del 2013, ed è piaciuta così tanto ai consumatori e agli imprenditori di tutta Italia che Giovanni Kahn della Corte ha deciso di coinvolgere nella sua attività, essenzialmente in due modi, chiunque sia interessato ad investire nell’idea. Il primo consiste nel vendere l’apecar, sulla quale viene impresso il brand richiesto dal cliente.

A Milano, invece, a breve aprirà il primo store Johnnypizzaportafoglio Take Uè, in cui il simpatico veicolo sarà l’assoluto protagonista dell’arredo (e le competenze e l’esperienza di Giovanni il valore aggiunto). Quest’uomo pare leggermi nel pensiero perché, proprio nel momento in cui penso che Milano sia troppo lontana per le mie tasche vuote, mi rivela che sabato 13 dicembre a piazza del Gesù, in occasione della Notte d’arte, avrà luogo l’anteprima dello strit food festival (no, non è un errore, è proprio strit, ma dopo saremo sicuramente più larg), in cui saranno presenti tantissime eccellenze campane, tra foodtruck e semplici bancarelle. A maggio, invece, l’evento vero e proprio, nel quale vedremo , ci assicura, una lunga sfilata di negozi su ruote.

Street food

L’atmosfera inizia a scaldarsi quando, su mia provocazione, cominciamo a parlare di politica estera. L’imprenditore campano sostiene che l’avanzata delle patatinerie olandesi, come a suo tempo quella del colosso McDonald’s, si infrangerà contro la solidità e la ricchezza della nostra cultura culinaria, imperniata sulla pizza, che è sempre di moda proprio perché non conosce mode, ma le abbraccia tutte. Fortunatamente siamo d’accordo, così la nostra amicizia, appena germogliata, è salva. A fine telefonata capisco come faccia a sapere tante cose sui fenomeni gastronomici attuali: Giovanni Kahn della Corte tiene seminari all’università sull’evoluzione della ristorazione moderna!

Danilo De Luca