In una situazione di generale malessere sociale ed economico sia a livello nazione, ma ancor di più a livello regionale e potremmo dire meridionale; veniamo a scoprire, grazie ad una inchiesta del Fatto Quotidiano, che la solerte Regione Campania ha erogato circa 30 milioni di euro nel 2012 per lo stipendio dei propri dirigenti, 9 di questi sono bonus.

Nulla di tutto ciò ci porterebbe ribrezzo ed una certa indignazione, visto la nostra oramai disfattistica accettazione ad un usus ormai consolidato, se non fosse per quei 9 milioni di bonus. Guardando infatti la rendicontazione della Regione, in ossequio ai nuovi parametri di trasparenza sui conti pubblici, notiamo come alle voci di spesa degli stipendi manageriali ci siano dati personali, funzioni svolte e curriculum per ognuno di loro, ma alla voce retribuzione di risultato, la voce più alta dei bonus, notiamo come ci sia un ligio silenzio su gli obiettivi raggiunti per quel  95% di dirigenti che ha ottenuto tale bonus.

Forse che gli obiettivi raggiunti e le perfomance dimostrate siano state talmente tante in questi anni da non poterle elencare su uno striminzito foglio e ciò sembrerebbe più vero se solo  rammentassimo a noi stessi la perseveranza, la caparbietà, per non dire capacità di alcuni di costoro nell’affrontare la tematica della terra dei fuochi, della mancata riqualificazione della zona di Bagnoli, della disastrosa situazione del comparto dei trasporti pubblici, dell’inspiegabile inutilizzo dei fondi europei  e la difesa di Pompei dal degrado; tutti ambiti dove un certo tipo di risultati si è visto sicuramente.

La risposta della Regione a tutto ciò è semplice ed unanime che il decreto legislativo sulla trasparenza è entrato in vigore solo quest’anno, prima non c’era l’obbligo di pubblicare queste informazioni e in aggiunta viene specificato come i 29 milioni siano il totale di tutte le voci di spesa corrente l’anno 2012 per i 220 dirigenti, quindi una spesa considerata più che equa se soprattutto viene sottolineato il taglio operato al settore da 305 unita a 216 con un conseguente accavallamento di funzioni.

Certamente bisogna anche sottolineare, in regime di correttezza, la non generalizzazione del malcostume e soprattutto confidare sempre e comunque nella correttezza dei singoli dirigenti, a pro di ciò c’è da riferire che la Regione Campania non è la sola in tal situazione, la seguono, almeno per ora, la Toscana e il Veneto e bisogna considerare come la liquidità presente nel fondo apposito, decurtato già in aria di spending review del 20%, deva essere speso totalmente nell’anno in carica come previsto dalla legge.

Molti se e molti ma che si susseguono e si stratificano creando una matassa di ragionamenti e giustificazioni del tutto immotivate a fronte della lampante linearità della logica alla base di un bonus: un sillogismo perfetto tra una effettiva efficienza dell’operato svolto e la possibilità di meritare quel bonus, bonus a sua volta mitigato da un regime di proporzionalità, abdicando così ai bonus pazzi come i 40mila e addirittura i 90mila euro elargiti a fronte di una media nazionale ben più bassa.

La Regione Campania assicura comunque che in è in fase di varo una nuovo sistema di  relazione sulle perfomance per il 2014 in grado di tenere aggiornati con griglie di valutazione a visione pubblica l’operato delle singole amministrazioni. Una promessa quindi, seppur infiorettata da tecnicismi, come tante altre, alcune realizzate ed altre invece no, per questo solo il tempo e la pazienza dei contribuenti potranno vagliare i risultati.

Dario Salvatore