Quaranta milioni di euro: è quanto la Corte Europea ha condannato l’Italia a pagare per non aver rispettato una sentenza del 2007 in materia di trattamento dei rifiuti. A questa cifra, si aggiungeranno altri 42,8 milioni da pagare per ogni ulteriore semestre di ritardo nell’adeguarsi alla decisione della Corte.

La sentenza emessa dai giudici europei è grave ed estremamente preoccupante: vi si legge, in sintesi, che l’Italia non garantisce la salute umana e la protezione ambientale, in particolar modo riguardo al controllo dei rifiuti pericolosi e alle discariche abusive.

Il casus risale a ben sette anni fa, ad una prima sentenza della Corte, risalente al 2007, che riconosceva l’Italia colpevole di non adeguarsi alle normative UE sui rifiuti. A distanza di sette anni, come raccontato anche dal ministro dell’Ambiente Galletti, la situazione pare essere notevolmente migliorata, ma la persistenza di un elevato numero di discariche illegali ancora da bonificare ha spinto la Commissione Europea a richiedere che venisse inflitta la pesante multa.

Tra l’altro, si tratta della più alta mai comminata nella storia dell’Unione: la precedente, di 30 milioni, era toccata sempre all’Italia, nel 2011, per aiuti di Stato illegali. L’ennesima brutta figura che precipita sul Paese della Terra dei Fuochi, delle ecomafie, della raccolta differenziata scarsa o inesistente.

Ministro GallettiIl ministro Galletti prova a gettare acqua sul fuoco e dichiara che le discariche pericolose, ad oggi, sono già state ridotte a 45: “Con la legge di Stabilità 2014 sono stati stanziati 60 milioni di euro per un programma straordinario che consentirà di bonificare 30 delle 45 discariche rimaste. Le restanti 15 discariche abusive saranno bonificate con un ulteriore impegno di 60 milioni di euro”.

Quanto alla cifra record che l’Italia è stata condannata a pagare, afferma con sicurezza: “Andremo in Europa con la forza delle cose fatte, lavorando in stretta collaborazione con le istituzioni UE, per non pagare nemmeno un euro di quella multa figlia di un vecchio e pericoloso modo di gestire i rifiuti con cui vogliamo una volta per tutte chiudere i conti”.

Peccato constatare come, nonostante tutti gli avvertimenti ed il tempo a disposizione, la piaga dei rifiuti sia ancora una ferita difficilmente sanabile. Disinteresse, affarismo e criminalità hanno prostrato la loro longa manus rendendo ciò che un tempo era il Belpaese un mostro ecologico dilaniato da roghi e rifiuti tossici. Basti pensare che Althesys, società italiana specializzata nella ricerca ambientale, ha stimato che con i soldi della multa si potrebbero costruire quattro impianti di compostaggio di media dimensione. E non solo: “Il raggiungimento degli obiettivi previsti al 2030 dalle revisioni delle direttive UE (70% di riciclo totale) comporterebbe benefici potenziali netti per l’Italia fino a 15 miliardi di euro circa”, afferma l’amministratore delegato Alessandro Marangoni.

Un messaggio molto chiaro anche per chi s’ingegna per far quadrare i conti tra manovre e correzioni.

Emanuele Tanzilli
@EmaTanzilli