Mario Balotelli è di nuovo nei guai – tanto per cambiare, si potrebbe aggiungere – ma questa volta la notizia che proviene dall’Inghilterra ha del clamoroso e porta con sé un’accusa pesantissima, connessa al razzismo.

La faccenda è totalmente diversa dalle altre extra-calcistiche in cui è stato coinvolto (love affaire, incontri di boxe, discoteche, guida contromano, accesso non consentito al centro sportivo dei Reds ai suoi amici ecc.) e stavolta potrebbe avere ripercussioni anche sul campo. Se la Football Association lo dovesse giudicare colpevole, infatti, questa bravata potrebbe costargli ben 5 turni di stop.

ANTEFATTO – Tutto nasce da una vignetta pubblicata da Balotelli sul suo profilo Instagram, con l’immagine di Super Mario, l’eroe dei videogiochi dal quale è stato tratto il soprannome del calciatore, con una didascalia: “Non essere razzista, sii come Mario. È un idraulico italiano creato da un giapponese che parla inglese e sembra un messicano, salta come un nero e raccoglie le monete come un ebreo”. L’azione poteva essere giudicata al pari di una stupidaggine, anche simpatica, sulla falsariga di quelle barzellette su italiani, francesi e tedeschi che partono sempre da stereotipi e luoghi comuni, se solo si fosse fermata al messicano o forse anche al nero; ma sul “raccogliere monete come un ebreo”, è scoppiata la bufera. Difatti, le parole sono state giudicate potenzialmente offensive e razziste per le persone di religione ebraica, e poco importa se lo stesso Balotelli, con un tweet, abbia cercato di allontanare ogni accusa di razzismo e antisemitismo dichiarando “Mia madre è ebrea, quindi per favore statevene zitti”.

SCUSE – Nelle ore successive, oltre ad aver eliminato la vignetta incriminata, Balotelli ha scritto le sue scuse affidandole ad un post sulla sua pagina di Facebook, dichiarando la sua buona fede e l’intento antirazzista di fondo: “Mi scuso se ho offeso qualcuno, il messaggio voleva essere antirazzista e ironico. Capisco che, preso fuori contesto, possa avere l’effetto opposto. Non tutti i messicani hanno i baffi, non tutti i neri saltano in alto e non tutte le persone di religione ebraica amano il denaro. Ho usato una vignetta creata da qualcun altro perché raffigurava Super Mario, ho pensato che fosse divertente e non offensiva. Di nuovo, mi dispiace”. Ciò è avvenuto proprio mentre il portavoce dei Reds stava annunciando ai microfoni della BBC che il club avrebbe chiarito la vicenda con il calciatore.

INDAGINI – Nonostante le scuse, Simon Johnson, ex dirigente della FA e attuale capo esecutivo della Jewish Leadership Council, dalle pagine del Daily Telegraph, ha chiesto alla federazione che Balotelli venga punito: “Noi aborriamo ogni forma di razzismo, ovunque essa si manifesti. Chiediamo alla FA di indagare e intervenire, se è il caso, se vogliamo riuscire ad eliminare il razzismo nel calcio”. La Football Association, che aspetterà fino alle 18 di Venerdì un chiarimento da parte dell’attaccante bresciano, ha deciso di avviare un’inchiesta, ma non per razzismo ma per “mancato rispetto delle norme che regolano l’uso dei social media da parte dei tesserati”. Se però dovessero esserci gli estremi per le offese di stampo razzista, potrebbe andare incontro a un minimo di 5 giornate di stop.

TABLOID – Oltre alle bravate di Balotelli, un’altra certezza che arriva dall’Inghilterra sono le reazioni dei tabloid. Anche questa volta lo show dei quotidiani britannici non poteva mancare, con titoli durissimi al limite dell’ingiuria: il Daily Express ha titolato “Stupid stupid Mario, lo Star Sport parla semplicemente di ennesima bufera. L’eccezione che conferma la regola, però, arriva dal Guardian, che in controtendenza agli altri quotidiani d’Oltremanica, liquida la faccenda scrivendo che “Mario Balotelli è colpevole di superficialità e irriverenza, non di razzismo”, ritenendo forse esagerata la reazione di media e opinione pubblica, sempre suscettibili quando si subodora un’accusa di razzismo.

PRECEDENTI – Si potrebbe pensare ad una sorta di legge del contrappasso per lo stesso Super Mario, il quale in passato, spesso e volentieri, non ha lesinato di bollare qualsiasi tipo di contestazione nei suoi confronti come atto razzista. Basti pensare ai tifosi del Livorno, una delle tifoserie schierate a sinistra per antonomasia, o a quella del Chievo, tra le più pacifiche della serie A e agli antipodi rispetto ai cugini dell’Hellas, i quali comunque lo scorso anno, aizzati sempre su Twitter dallo stesso Balotelli, intelligentemente risposero ai tanto temuti fischi e ululati con sarcastici applausi ad ogni suo tocco di palla. O ai tifosi della Roma, i quali in più di un’occasione, a suon di striscioni, hanno specificato che la loro avversità nei confronti dell’attaccante non ha nulla a che vedere con il razzismo.
Di sicuro, se Balotelli la piantasse di trafficare sui social network e ricominciasse a svolgere il suo ruolo in campo, sarebbe tutta un’altra storia e torneremmo a parlare di calcio e non delle sue “prodezze” fuori dal campo.

Fonte immagine in evidenza: gazzetta.it
Fonte virgolettati: repubblica.it

Michele Mannarella