La giornata di Gregor Samsa comincia rigorosamente all’alba: fa il commesso viaggiatore e il suo capo non tollera ritardi. La sua vita scorre lenta, monotona; non c’è niente che possa scucirlo dal tanto sospirato ruolo di bravo figliolo che col suo lavoro contribuisce al sostentamento dei genitori e delle lezioni di violino della sorella. Ma cosa accadrebbe se una mattina Gregor si svegliasse e si trovasse irrimediabilmente trasformato in un grande insetto?

[..] Era disteso sul dorso, duro come una corazza, e levando un poco la testa scorgeva, diviso da nervature arcuate, il suo ventre bruno e prominente..

Gregor rimane basito di fronte alla sua nuova condizione, ma non si lascia prendere dal panico, anzi, pensa bene di tornare a dormire e magari darsi per malato. L’unica cosa che pare tangerlo in qualche modo è il bussare dapprima sommesso della madre, poi quello più energico del padre e infine quello disperato della sorella Grete.

Tutti pensano che Gregor sia davvero malato, e a lui interessa solo alzarsi con calma e soprattutto fare colazione perché avverte un certo languorino. Ma per un insetto capovolto sul dorso è quasi un’impresa impossibile muoversi, tanto più se a disposizione non ci sono mani e braccia ma numerose zampette desolatamente esili se paragonate alla sua mole, su cui non può fare certo affidamento, che gli oscillavano impotenti davanti agli occhi.

A complicare maggiormente la situazione è proprio il capo di Gregor, giunto in casa Samsa con l’intenzione di esigere di persona delle buone giustificazioni circa la sua assenza. Ma quando l’uomo/insetto riesce infine ad aprire la porta dopo mille tribolazioni, succede la tragedia: la madre sviene, il procuratore- capo se la dà a gambe, e il padre cerca addirittura di schiacciarlo. L’unica che sembra avere pietà di Gregor è la sorella, la quale si preoccuperà di portargli giornalmente da mangiare.

‘La metamorfosi’ è forse il racconto più famoso di Franz Kafka, il celebre scrittore praghese che ha saputo descrivere con una lucidità agghiacciante il dramma di un uomo che è diventato un po’ l’emblema di un’intera società. E sì perché il mutamento di Gregor rappresenta metaforicamente l’inquietudine che si cela nel profondo dell’uomo moderno, che si sente addosso il peso schiacciante di un sistema che non accetta alcun tipo di diversità.

Siamo nella prima metà del XX secolo e il mondo sta cambiando completamente. Non solo le guerre mondiali, che ne sconvolgeranno tutto il panorama politico, ma anche il nuovo sistema economico che ne rivoluzionerà lo stile di vita, e ancora le nuove scoperte tecnologiche che hanno innescato un profondo mutamento nel modo di concepire il lavoro umano.

Tutte queste previsioni dai tratti futuristici sono quasi profetizzate da Kafka, che già nel 1915 soffriva l’angoscia e la frustrazione per l’umanità intera che stava inconsapevolmente cadendo nel baratro della massificazione. Ma c’è di più, in quanto il tratto esistenzialistico non è l’unica chiave di lettura del racconto.

Il rapporto conflittuale tra Gregor e la sua famiglia è quasi una nota biografica che ci dà un’idea di che aria tirasse in casa Kafka. Ed è proprio questo il nocciolo della questione, ciò che addolora davvero Gregor/Kafka. Tanto è vero che il protagonista si cruccia fino a un certo punto di essersi trasformato in uno scarafaggio, dopodiché la sua attenzione sarà presa della smania di non voler essere messo da parte. Ma  è proprio questo desiderio che alla fine decreterà la sua morte.

Il tema della metamorfosi è piuttosto ricorrente in letteratura e, prendendo in esempio la Bibbia fino ad arrivare ai testi contemporanei, troviamo un vasto campionario di storie i cui personaggi subiscono un mutamento di forma seppur con procedure e finalità differenti. Ma soprattutto con la diffusione della letteratura latino- americana di inizio novecento, queste esperienze molto surreali sono diventate caratteristiche proprie del cosiddetto realismo magico, il cui maggiore esponente resta sempre l’indimenticato scrittore colombiano Gabriel Garcia Marquez.

Roberta Fabozzi