Stamattina a Roma in Commissione Lavoro è stato presentato uno dei cavalli elettorali del MoVimento 5 Stelle: il Disegno sul Reddito di Cittadinanza che ammonterebbe a 780 euro mensili a persona (9.360 euro all’anno) per un costo complessivo di 17 miliardi. Sono quindi questi i numeri presentati dai grillini Di Maio, Airola, Catalfo e Pesco che hanno definito tutto ciò come ”una grande vittoria del Movimento 5 stelle” e contano anche sull’appoggio di altri partiti come Sinistra Ecologia e Libertà, che ha presentato recentemente un ddl molto simile. Il commento della prima firmataria della legge, Nunzia Catalfo è stato: ”Non si tratta di un ammortizzatore sociale passivo, ma di una norma che aiuta nel reinserimento nella società” Aggiungendo poi ”Non ci inventiamo nulla dal momento che il reddito di cittadinanza esiste in tutti i paesi europei tranne che in Ungheria, Grecia e Italia”.

Ma andiamo a vedere nello specifico cosa comporterebbe questo Disegno di Legge sul Reddito di Cittadinanza:

Chi sono i beneficiari? Sono tutti quei cittadini che hanno superato la maggiore età, sono disoccupati, hanno un reddito lavorativo o pensionistico inferiore alla soglia di povertà.

Quali sono gli obblighi? Tutti i beneficiari dovranno essere iscritti ai centri d’impiego e essere disponibili da subito a lavorare. Se un’offerta di lavoro verrà rifiutata per più di tre volte si perderà il diritto al reddito. Inoltre gli interessati dovranno offire la propria disponibilità per progetti comunali utili alla società. A tal proposito il deputato Pesco ha assicurato che ci saranno sanzioni penali per chi dichiarerà il falso.

Infine, come verrà coperta la spesa di 17 Miliardi? A questo, lo stesso Pesco ha risposto così: ”Strumenti e risorse ci sono, basta solo farlo: 600 milioni vengono dall’aumento tassazione dei giochi d’azzardo; 1,2 miliardi dall’aumento delle tasse alle grandi imprese del petrolio e del gas; 1,4 miliardi dalla riduzione dei costi della Pubblica Amministrazione e della politica; 4,5 miliardi dal risparmio delle spese per l’acquisto dei beni. E ancora: da 2 a 4 miliardi dall’imposta sulle grandi ricchezze; 740 milioni dal taglio delle pensioni d’oro; 60 milioni dai tagli all’editoria; 3,5 miliardi dal taglio delle spese militari; 600 milioni dalla quota 8 per mille; circa 45 milioni dalla quota 2 per mille più la riduzione del 25% dei contributi fino al 2017 e 580 milioni alla riduzione degli sgravi fiscali per le banche e l’assicurazione”.

Infine, il deputato Di Maio ha precisato che non ci sarà nessuno scambio tra questo provvedimento e la partita del Colle: ”Se dobbiamo scambiare il reddito di cittadinanza con l’omicidio della democrazia, allora non serve più neanche quello”.

Federico Rossi