Un Kobe Bryant ancora nelle vesti di facilitatore guida i Los Angeles Lakers alla seconda vittoria consecutiva in quel di Detroit. Intanto, mille miglia più a sud, i Thunder portano a casa la tredicesima sconfitta stagionale alla New Orleans Arena, ma possono comunque guardare il bicchiere mezzo pieno, ‘cuz dynamic duo is back!

Jordan Hill #27 dei Los Angeles Lakers mentre appoggia al ferro

ASSIST-MAN – «Kobe incerto tra il dominare e il fare l’ecumenico», disse una volta di lui in telecronaca Federico Buffa. Già, perché per quanto Kobe passi bene la palla tende sempre ad essere solista, impaziente, ossessivamente vincente, dominante. Ciò lo rende sempre discutibile, nonostante la sua carriera straordinaria e i suoi record. Nelle ultime sere, però, il Mamba ha deciso di vestire i panni dell’ecumenico e i Lakers non solo portano a casa due vittorie ma convincono. Sono 13 gli assist serviti ai suoi compagni al The Palace questa notte, i quali compensano una partita meno incisiva del solito sotto canestro (12 punti, 4/11 dal campo) e le troppe palle perse (10). Con Kobe in versione assistman, ci pensano un Jordan Hill in abbondante doppia-doppia, 22 punti (10/15) e 13 rimbalzi, e Nick Young a guidare l’attacco e metterla dentro quando serve; per Swaggy P ben 19 punti (3/6 da tre) in soli 20 minuti.

La partita non è mai stata in discussione, complice una pessima prestazione offensiva da parte dei Pistons con ben 14 palle perse e una percentuale dal campo del 36,7% che conferma le difficoltà riscontrate in questo inizio di stagione da parte degli uomini di Van Gundy, terz’ultimi per media punti segnati ogni 100 cento possessi (96,8). Delude Singler, partito in quintetto al posto di Monroe, mentre poco incisivi davanti Drummond e Jennings, le due colonne portanti di questa squadra, nonostante gli 8 rimbalzi offensivi (rispettivamente 3/9 e 2/10). Davvero troppo poco contro una squadra che aveva sin qui concesso 117 punti a partita ai propri avversari.

Solito splendido rilascio della palla di Durant che elude il tentativo di stoppata di Davis

MVP IS BACK – Dopo aver riabbracciato Russell Westbrook la scorsa notte, i tifosi dei Thunder ritrovano anche KD35 nello starting lineup contro i Pelicans. Fino a questo punto l’Mvp della scorsa stagione regolare era stato spettatore del tracollo dei suoi a causa della frattura al piede destro rimediata in pre-season, l’unica cosa che poteva fare era supportare i compagni dalla panchina e dare loro consigli durante il time-out. Fortunatamente per OKC, l’NBA e il mondo intero, è tornato a calcare i parquet dei palazzetti americani e come esordio stagionale non poteva scegliere scontro più affascinante che contro Anthony Davis, con cui si contenderà la Lega in futuro. Coach Brooks ha studiato per lui un rientro graduale per permettergli di riprendere il ritmo partita con calma senza stressare il piede, per il momento gli sono concessi “solo” 30 minuti; 30 minuti nei quali riesce a mettere a segno 27 punti, conditi da 6 rimbalzi e 2 assist, che hanno però un sapore amaro perché i suoi Thunder non sono mai stati in partita, rimediando così l’ennesima sconfitta stagionale e scivolando ancora più lontano dalla zona playoff, il cui ultimo posto disponibile è occupato da Phoenix che dista 5 vittorie. Poco brillante anche il numero 0, che sì riesce a scriverne 21 sul tabellone ma con 6-20 dal campo e 7 palle perse. Per Oklahoma, dunque, il solito problema già analizzato in passato: mancanza di un sistema che permetta loro di gestire le assenze. Così difficilmente si vince il titolo.

Un noto proverbio anglosassone dice A man’s home is his castle (ognuno è re in casa propria) e sembra riferirsi perfettamente al numero 23 dei Pelicans, se per home intendiamo un campo da basket. Anthony Davis è in questo momento il miglior giocatore di questa stagione, il suo livello di efficienza è spaventoso: 32.6%. Per fare un confronto, basti pensare che LeBron James e Steph Curry non superano il 27. Semplicemente dominante. Anche questa stanotte ha dato spettacolo, chiudendo a 25 punti (ma solo perché ha sbagliato i liberi), 10 rimbalzi, 4 assist, 6 palle rubate e 4 stoppate. Per adesso, il nativo di Chicago viaggia a una media di 3,1 stoppate a partita, il che significa che se dovesse continuare così potrebbe chiudere la stagione regolare con oltre le 200 stoppate, frantumando così il record di Hakeem del 1994 con 92. Sports Illustrated gli ha dedicato la copertina del numero in uscita: It’s time to really fear the brow!

 

RISULTATI DELLA NOTTE

Milwaukee Bucks 108 – 111 Cleveland Cavaliers

Boston Celtics 105 – 109 Atlanta Hawks

Los Angeles Lakers 106 – 96 Detroit Pistons

Brooklyn Nets 98 – 93 New York Knicks

Dallas Mavericks 132 – 129 Chicago Bulls (dopo 2OT)

Oklahoma City Thunder 104 – 112 New Orleans Pelicans 

Portland Trail Blazers 105 – 103 Denver Nuggets

Indiana Pacers 99 – 116 Phoenix Suns

Toronto Raptors 117 – 109 Sacramento Kings

Orlando Magic 97 – 98 Golden State Warriors

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Michele Di Mauro