Si è tenuto ieri sera nella sede del PD il secondo incontro programmatico dell’opposizione, che è sfociato nella decisione di formare un coordinamento tra i vari soggetti che compongono l’alleanza che si prefigge l’obbiettivo di costruire un’alternativa a Sant’Antimo.

L’incontro nella sede del PD arriva poco meno di due mesi dopo l’appello lanciato da Agorà l’8 ottobre, dove parteciparono il PD, Sant’Antimo in Movimento e il gruppo politico guidato dall’ex sindaco Luigi Vergara. Dopo le attività sulla TARI, che sono sfociate in una petizioni per chiedere le dimissioni del sindaco, l’opposizione si è finalmente rivista nella sede del PD per fare una dovuta e approfondita analisi e per pianificare le prossime mosse.

Ad aprire l’incontro è il padrone di casa, Salvatore Damiano, segretario del PD, secondo cui “da soli non si va da nessuna parte”. Il segretario fa una lunga premessa in cui spiega che “questo gruppo non vuole avere niente a che fare con chi da 20 anni sta distruggendo la città”, e che “è arrivato il momento di definire chi siamo e cosa vogliamo fare, affinchè possiamo trasformare il consenso in consenso elettorale”. Al segretario del PD segue Franco Gargiulo, portavoce del gruppo Sant’Antimo in Movimento, che analizza i fatti legati alla TARI arrivando alla conclusione che “la politica ha dato spazio al malaffare, mentre la buona politica è stata assente, incapace di soddisfare le istanze della gente”.

La maggioranza sta cominciando ad avere paura di noi” spiega il consigliere Giuseppe Italia, leader di Agorà, che rilancia chiedendo di mantenere la tensione alta anche dopo la TARI, “visto che a Sant’Antimo ci sono anche altri problemi come l’erosione del bosco di Capezza ed i siti inquinanti come quello in via Mercalli e la Distilleria Palma”. Per Agorà parla anche Giovanni Buonanno, coordinatore giovanile dell’associazione, che pone tre punti da sviluppare insieme: “tematiche comuni su cui lavorare, collaborazione per gli eventi e le uscite pubbliche e un coordinamento con politici e tecnici per la scrittura delle proposte”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il professor Alfredo Di Maio, esponente di spicco del PD, secondo cui bisogna “allargare il fronte di protesta su altre tematiche”. Anche Di Maio, poi, lancia l’idea di costituire un comitato tecnico-politico che lavori sui punti e sulle azioni su cui il gruppo deve lavorare, usando come sponda il lavoro in consiglio comunale. Interviene alla riunione anche Marco Persichino, presidente di Aicast Sant’Antimo, che prova a spostare l’attenzione anche sul piano commerciale, piano su cui “Sant’Antimo è in forte crisi”. Secondo Persichino bisognerebbe avviare una forte “riqualificazione commerciale ed industriale” per aiutare la città a venir fuori dalla crisi.

La riunione si conclude con l’obbiettivo di formare nel più breve tempo possibile un coordinamento che provveda a dare le prime linee politiche da perseguire insieme.

Francesco Di Matteo