Per la prima volta dal 1958 la Svezia ricorre alle elezioni anticipate. La notizia è appena piovuta come un fulmine a ciel sereno, e sebbene molti avessero messo in guardia il popolo svedese riguardo questa eventualità, nessuno credeva che sarebbe potuto accadere veramente.

La coalizione di Governo del premier Stefan Löfven, sostenuta dalla sinistra socialdemocratica e dai verdi, non ha trovato l’appoggio del partito dei Democratici Svedesi, che si è invece schierato con gli schieramenti di destra e di estrema destra sul voto della legge di bilancio, mettendo il Governo de facto in minoranza.
Non c’è stata quindi alcuna alternativa per i governanti della Svezia: si va al voto anticipato. La coalizione non ha retto, e le prossime elezioni saranno fissate per marzo 2015.

Il Premier Stefan Löfven ha immediatamente rilasciato una dichiarazione, riportata nei media inglesi dal Guardian, in cui accusa direttamente i democratici svedesi: «Questa è da considerarsi un’azione irresponsabile da parte dei partiti che hanno votato contro la legge di bilancio che non ha precedenti nella storia politica della Svezia».

Nel frattempo il Partito dei Democratici svedesi, decisamente schierato contro l’immigrazione straniera, è diventato l’ago della bilancia della attuale situazione politica. Il partito, che ha raccolto nelle scorse elezioni ben il 13% dei voti diventando il terzo partito della Svezia, ha intenzioni di trasformare le prossime elezioni de facto in un referendum sull’immigrazione. Vanno in questa direzione le parole del leader del gruppo parlamentare del partito, Mattias Karlsson, che promette: «Ci focalizzeremo principalmente su questo argomento per la prossima campagna elettorale».

Nel frattempo interviene anche l’altro partito della coalizione di Governo, il partito dei Verdi, che affida la sua rabbia al suo leader Gustav Fridolin: «Non possiamo lasciare che il partito dei Democratici detti le regole ed i termini dell’agenda politica».

Si fa sempre più difficile quindi una futura alleanza e riavvicinamento tra i democratici ed i partiti di centro-sinistra, cosa che potrebbe consegnare la Svezia nelle mani della destra, se l’ago della bilancia democratico decidesse di spostarsi verso quella direzione.

Nicola Donelli