Il bilancio delle vittime all’interno dello Stretto di Sicilia, è ancora una volta drammaticamente aumentato, nel giorno dell’avvio dell’operazione Triton: operazione di difesa dei confini del Mediterraneo e soccorso dei migranti, patrocinata dall’UE e sostitutiva di Mare Nostrum. A dare la notizia  è la Marina Militare tramite un comunicato stampa, divulgato alle 11:28 tramite un tweet.

Cattura

Nel comunicato stampa si legge “Sono stati soccorsi ieri 4 dicembre 278 migranti dalle navi della Marina Militare impegnate nelle operazioni navali di sicurezza e sorveglianza marittima nello Stretto di Sicilia“. Questi 278 migranti sarebbero stati ritrovati a sud di Lampedusa, divisi in  tre diversi gommoni. All’interno di uno dei gommoni si sarebbero rinvenute 16 persone senza vita, morte probabilmente a causa di ipotermia e disidratazione, e altre 76 in condizioni precarie. In particolar modo due persone sarebbero state trovate in condizioni critiche: “uno per ipotermia trasferito con l’elicottero di nave Etna all’ospedale di Lampedusa e uno con edema polmonare in fin di vita e deceduto poco dopo“.

Piangiamo queste vittime e al tempo stesso ribadiamo che il contrasto ai mercanti di morte è la cosa più importante”, commenta il Ministro degli Interni Angelino Alfano, da poco arrivato a Bruxelles per il vertice della Commissione degli Affari Interni, l’ultima del semestre italiano, in cui il tema dei flussi migratori risulta all’ordine del giorno.

Alfano aggiunge che si tratta di un’operazione svolta nell’ambito della fase di transizione da Mare Nostrum a Triton, nel corso della quale l’azione del governo Italiano si ridurrà nel corso dei prossimi tre mesi. “Mare Nostrum e’ stata un’operazione a intero carico italiano, costata 114milioni di euro” ora tocca all’Europa intervenire, perchè Triton è un’operazione interamente europea che  “costa zero euro alle casse italiane“. L’inquilino del viminale ha infatti rimarcato l’importanza del risultato conseguito dall’Italia che  ha “ottenuto che l’Europa per la prima volta si occupi della frontiera di Schengen“, smontando definitivamente l’impianto di soccorso ai migranti voluto dal governo Letta, in forza dell’emergenza naufragi. Alfano ricorda comunque l’importanza di Mare Nostrum, che è stato in grado di garantire la salvaguardia dimoltissime persone nonostante le difficoltà affrontate.  “Purtroppo abbiamo avuto molte morti anche durante Mare Nostrum, 499 cadaveri sono stati contati durante l’operazione e altri 1500 secondo le dichiarazioni dei superstiti sono dispersi. Mare Nostrum ha salvato decine e decine di vite umane ma non si sono evitate le morti, purtroppo“, ha poi osservato nel corso del suo intervento.

Nonostante la soddisfazione di Alfano per il “cambio di gestione”, c’è da dire che in realtà l’operazione Triton rischia di rivelarsi inadeguata a far fronte all’emergenza immigrazione. A dimostrarlo il budget di appena 2,9 mln, e la scarsa volontà di partecipazione dimostrata dalla maggioranza degli Stati membri a cui lo scorso 13 ottobre il direttore esecutivo di Frontex Gil Arias, aveva chiesto un maggiore supporto tecnico, sottolineando i grossi limiti dell’agenzia che dovrebbe gestire la nuova operazione. Altri fondi potrebbero comunque arrivare nel 2015, anche se l’incertezza rimane dominante, vista la carente collaborazione a livello comunitario. Ma è possibile che i paesi dell’Unione Europea non si rendano conto della gravità della situazione? Dal 1988, le persone morte per raggiungere il nostro continente sono state 21.344, come ha denunciato Amnesty International.  Quante ne servono ancora per convincere i governanti UE che spetta agli europei cooperare per mettere fine a questa tragedia?

Antonio Sciuto