Alla fine, niente è cambiato: Juve prima, Roma a meno tre. Settimana scorsa la Juve aveva brillato contro la Lazio all’ Olimpico, mentre la Roma aveva faticato a Bergamo contro l’ Atalanta. Domenica le cose sono andate un pò diversamente.

Ciò che conta è che la corsa scudetto sia stata ancora una volta decisa da i due specialisti dei calci piazzati: Pirlo e Pjanic.

Lo juventino ha messo il sigillo del 2-1 sul Derby di Torino grazie ad un tiro insperato a tempo ormai scaduto, con i bianconeri in 10 e il Toro in totale dominio sul campo. La scorsa annata Andrea Pirlo aveva già deciso il match di Genoa contro i rossoblu con una punizione dal limite a tempo scaduto e quello con la Fiorentina in Europa League che era valso il passaggio del turno. Un gol pesantissimo che aveva portato la Juventus a +6 dalla Roma, alla vigilia del match delicato contro l’ Inter di Mancini che attendeva Garcia e i suoi. Dopo la mazzata psicologica della settimana di Champions League, un altro gol segnato negli ultimi secondi a disposizione si era messo quindi tra la Roma e i suoi sogni di gloria. Il doppio vantaggio giallorosso era stato cancellato prima da Ranocchia e poi da Osvaldo, ex col dente avvelenato. Ma proprio quando tutto sembrava essere compromesso, ecco apparire Miralem Pjanic, opaco fino ad allora, con una doppietta di quelle pesanti. Il primo gol è un destro in corsa a rimorchio su assist da terra di Totti. Il secondo è una perla balistica degna del numero venturno bianconero e sopratutto del miglior Juninho Pernanbucano, maestro di Miralem a Lione. Sono 26 le punizioni segnate dal centrocampista italiano in Serie A, per il bosniaco invece si tratta della settima in maglia giallorossa. L’ultima di Miralem a Parma, proprio al novantesimo. Quando si dice che il calcio è fatto di episodi….

Fonte immagine in evidenza: google.com

Lorenzo Russo