Per la prima volta in Germania la sinistra radicale ha ottenuto la presidenza di un land; si tratta del piccolo stato centro-orientale della Turingia. Bodo Ramelow, esponente di Die Linke, è stato eletto al secondo turno con 46 voti a favore su 90, dopo aver perso alla prima tornata elettorale. La vittoria è stata conseguita grazie alla formazione di una grande coalizione di sinistra chiamata rosso-rosso-verde perché comprendente il Partito Socialdemocratico, Die Linke e i Verdi. È una svolta molto importante se si considera che, sin dalla riunificazione tedesca avvenuta nel 1990, la Turingia è una roccaforte dell’Unione Cristiano-Democratica (CDU), il principale partito di centro-destra del paese. Tuttavia, non si aspettano grandi cambiamenti; la maggioranza ottenuta è tutt’altro che bulgara, la CDU resta ancora il partito di maggioranza e non sono da escludersi divisioni all’interno della stessa coalizione.
Il programma dei rosso-verdi prevede diverse riforme, tra queste l’assunzione di nuovi insegnanti, l’istituzione di un anno di asilo gratuito e l’aumento di fonti di energia rinnovabile.

La vittoria della sinistra, però, è stata percepita negativamente da molti abitanti del land. Venerdì, circa duemila cittadini hanno protestato di fronte al parlamento regionale di Erfurt manifestando la loro preoccupazione per il ritorno al potere di un partito comunista. La Turingia, infatti, è una ex regione della Repubblica Democratica Tedesca, il baluardo comunista europeo nel periodo post guerra fredda.
Die Linke è l’erede politico del vecchio Partito Socialista Unificato della Germania (SED), il partito filo-sovietico che governò la Germania dell’est, e temono che possano essere presi provvedimenti simili a quelli repressivi del vecchio regime. Alcuni membri della CDU hanno criticato l’SPD e i verdi per aver tradito le vittime della dittatura comunista tedesca. I manifestanti hanno cantato alcuni slogan, tra cui “Fuori la Stasi!” (la Stasi era l’organizzazione utilizzata dalla DDR per reprimere il dissenso) mentre su uno striscione tenuto da un uomo anziano si leggeva: “Grazie SPD: il partito della Stasi è di nuovo al potere“.
Dal canto suo il neo-eletto presidente, un ex sindacalista, ha descritto l’accordo di coalizione come “una svolta decisiva“, sottolineando che il partito ha aderito alla democrazia e ha chiesto il perdono; “Non sono un rappresentante della Germania dell’est e il mio partito non è un club di nostalgici che vuole resuscitare la Repubblica Democratica Tedesca“, ha detto Ramelow.

Bruno Formicola