Si infiammano gli animi delle minoranze afroamericane negli USA per l’ennesimo caso di colluttazione finita in tragedia, che ha avuto come vittima un giovane sospettato di spaccio di droga.

Rumain Brisbon, 34 anni, stava scontando 5 anni di libertà condizionata a causa di una condanna per furto con scasso e sedeva a bordo della sua auto, quando è stato segnalato alla polizia con il sospetto di spaccio di droga. All’arrivo dell’agente, dopo la richiesta di alzare le mani, si è dato alla fuga cercando rifugio nei pressi di appartamenti vicini. Proprio in uno di questi è avvenuta la colluttazione, nel corso della quale, il ripetuto gesto del giovane di portarsi la mano ad una tasca, è stato mal interpretato dall’agente che ha ritenuto potesse trattarsi di un tentativo di estrarre un’arma da fuoco. Non solo, nell’afferrare la mano l’agente ha creduto di avvertire la canna di una pistola e, poiché non è riuscito a bloccare la presa, ha esploso due colpi che hanno colpito mortalmente Brisbon. Tuttavia, nella tasca gli agenti hanno rinvenuto solo una confezione di pillole di paracetamolo.

Intanto, il caso rischia di diventare l’ennesimo pretesto per alimentare la protesta che persevera negli ultimi giorni tra le strade di New York. L’iniziativa è stata presa da cospicui gruppi di afroamericani, prima con marce ordinate e poi con manifestazioni che hanno bloccato il traffico cittadino e costretto alla chiusura del ponte di Brooklin, e dispiegato grida di profonda frustrazione per i casi di uccisione da parte di agenti bianchi rimasti, allo stato, impuniti. Infatti, oltre il caso del diciottenne disarmato Micheal Brown, ucciso due anni fa dall’agente Wilson, la cronaca riporta il recentissimo caso di Eric Garner, strangolato dall’agente Pantaleo. A rendere questi casi particolarmente drammatici è l’impunità di cui hanno goduto gli agenti, quasi a significare un evidente accanimento della “polizia bianca” e una terribile negligenza della giustizia americana, che rischia così di diffondere un profondo senso di vittimismo razziale tra le minoranze del Paese.

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Raffaella De Felice