Minorenni in F1 – Nei giorni scorsi il Consiglio Mondiale della FIA ha decretato una nuova serie di requisiti per i giovani piloti che ambiscono al conseguimento della Superlicenza; il tutto a seguito delle polemiche legate al quanto mai vicino esordio nella massima categoria dell’automobilismo di Max Verstappen. Il diciassettenne belga naturalizzato olandese ha già esordito nelle prime prove libere a Suzuka pochi mesi fa, e nella prossima stagione sarà a bordo della Toro Rosso al posto del malcapitato Vergne. Dal canto suo il francese, dopo essere stato scaricato dalla scuderia di Faenza per far largo ai più giovani – visto anche l’arrivo di Carlos Sainz Jr. (20) – ha invece preso in considerazione l’ipotesi di cambiare completamente aria, puntando ad un sedile nella IndyCar statunitense. Le nuove direttive emanate dalla Fia per l’ottenimento della Superlicenza entreranno in vigore solo a partire dal 2016, e si dividono almeno in tre punti fondamentali:

  • il pilota richiedente dovrà essere almeno maggiorenne e in possesso della normale patente di guida;
  •  oltre alle abilità pratiche, il pilota dovrà dimostrarsi pienamente a conoscenza del Regolamento sportivo;
  • sul piano dell’esperienza, dovrà almeno aver disputato due anni di corse in una delle formule minori e al contempo dovrà aver percorso almeno 300 km in un test su una vecchia vettura di F1 (2010, 2011, 2012) o una nuova (2013, 2014, 2015).

Infine verrà stabilito dalla FIA un sistema a punteggio sulla base dei risultati ottenuti nelle gare ufficiali, per cui i piloti potranno essere schedati e classificati in anticipo.

Motor Racing - Formula One Testing -  Abu Dhabi Test - Day One - Abu Dhabi, UAE

La notizia delle decisioni prese in Consiglio dalla FIA si sono subito sparse sui social network raccogliendo opinioni completamente diverse tra i fan riguardo i minorenni in F1. Da una parte chi finalmente considera l’introduzione di nuovi limiti un segnale necessariamente forte nella Formula Uno di oggi, dove la guida delle monoposto è sempre più complessa ed articolata, e dove i piloti giovani – un grande appeal per i piccoli team visti gli sponsor di cui sono oggetto – non garantiscono la loro costanza e rischiano al più di far rimanere senza volante piloti più esperti; dall’altra, invece, si schierano i difensori del sistema attuale – grazie a cui Verstappen ha potuto ottenere la licenza addirittura a sedici anni – i quali rivendicano il principio per cui in Formula Uno debba valere solo ed esclusivamente l’esperienza, e che questa non dipenda assolutamente dall’età. Insomma, la maturità di un pilota non si acquista in un solo giorno. Un esempio potrebbe essere la gavetta di Raikkonen nel 2001, anno in cui esordì per la Sauber: prima della F1 il finlandese aveva preso parte solo a 23 gran premi di Formula Renault  (l’attuale Gp3) e per abilitarsi, e allo stesso tempo dimostrare il suo valore al volante di una vettura più potente, macinò kilometri e kilometri nei test di inizio stagione prima di scendere in pista a Melbourne.

Attualmente, possono richiedere e ottenere la Superlicenza tutti quei piloti che hanno almeno vinto un campionato in una categoria minore – Formula 3 o GP2 Series – o che abbiano ottenuto comunque dei risultati significativi, ad esempio andare a podio per cinque volte negli ultimi due campionati di GP2 disputati. Ne hanno diritto anche i piloti di Indycar Series, qualora terminino nei primi sei posti della competizione. Il rilascio della Superlicenza si conforma alle altre normative presenti nel codice sportivo internazionale (art.2.6), emanato dalla FIA. In un’intervista dello scorso anno, il team principal della McLaren Martin Whitsmarsh spiegava l’esistenza di una commissione particolarmente esigua che decide in merito al rilascio delle licenze. Si tratta dell’Ufficio permanente: “È composto da quattro persone con il presidente della FIA, il CEO del detentore dei diritti commerciali e i team principal di Ferrari e McLaren. Normalmente ci sentiamo via mail e la decisione è presa entro 48 ore”. E’ un’area delicata, in cui spesso e volentieri non si riesce a dire di no. “Si deve agire in modo di incoraggiare i giovani piloti e supportare i team più piccoli, perché spesso è lì che vanno i piloti senza i requisiti prescritti perché il team pensa che abbiano talento o, a essere franchi, perché portano soldi”.  

Il caso Verstappen ha portato un’ondata di polemiche riguardo i minorenni in F1, per cui la FIA si è attrezzata per evitarne di altre in futuro. Tuttavia, nel 2015 l’olandese siederà nell’abitacolo della sua Toro Rosso e, a soli 17 anni, guiderà in Formula Uno diventandone il pilota più giovane nella scuderia più giovane di sempre.

Fonte immagine in evidenza: google.com

Fonte dichiarazioni: formula1passion.com

Nicola Puca 

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Studio Ingegneria Aerospaziale alla Seconda Università degli Studi di Napoli. Sostengo la politica giovanile e comunale insieme agli amici di Agorà-Lavoro, Partecipazione e Libertà; scrivo per passione, per la necessità di leggermi e di imparare dai miei errori. Sono un alfista senza un’Alfa, un seriofilo senza DVD, un Jedi senza una spada laser.