“Fuori la Mafia dallo Stato”.

Sono queste le parole che si odono in Campidoglio in un momento di rissa generale, in cui alcuni simpatizzanti della Lega e il Movimento 5 Stelle, si danno fervente battaglia. Dopo calci, pugni, schiaffi e interventi delle forze dell’ordine di sedare questo battibecco, segue poi l’occupazione dell’Aula Giulio Cesare da parte del partito di Grillo, per poi continuare la protesta fuori sede. La polemica scoppia quando le strade del Sindaco e il suddetto Movimento 5 stelle s’incrociano alla proposta di Ignazio Marino su una possibile collaborazione e una cosiddetta ‘strada condivisibile‘, lasciando un punto interrogativo al quale Alessandro di Battista, appena nominato membro del direttorio a 5 stelle, risponde con parole dure: “Marino se ne vada, chiuda una pessima carriera e non pensi di rinnovare la presidenza del consiglio comunale con le stesse persone. Perchè se i romani si incazzano, questi rischiano grosso”.

La polemica prende radici, sino a che molti fattori della scena politica odierna, ne prendono parte. Si fa avanti l’ex premier, proponendo il ritorno alle urne, e ce le motiva cosi: “Ritengo che di fronte alla situazione che sta emergendo nell’inchiesta sulla gestione del Comune di Roma,le forze politiche debbano reagire con determinazione ed urgenza. Sono convinto che l’unica soluzione accettabile sia quella di uno scioglimento immediato del consiglio comunale procedendo conseguentemente all’immediata convocazione di nuove elezioni per la città di Roma”. Di fatto vengono esclusi dal voto tutti coloro che sono stati coinvolti nello scandalo. Ad avallare la sua ipotesi, in mattinata, era stato Matteo Salvini, leader della Lega Nord, affermando che un Sindaco di quell’estrazione politica, sarebbe capace di ‘fare la differenza’.

A monte della questione s’introduce anche il premier Renzi: “Quello che emerge dalle indagini in queste ore fa letteralmente schifo. Un sistema di potere corrotto, denari ai politici e non solo. Vale come sempre la presunzione di innocenza per tutti. Ma vale anche l’auspicio che si faccia presto a fare i processi. Perchè abbiamo il diritto di sapere chi ha rubato”. Proprio a fronte dei risultati dell’inchiesta Mondo di Mezzo che ricordiamo essere la scoperta di un intreccio tra mafia e politica, in cui sono state arrestate oltre 37 persone e 100 sono indagati, non si ferma dunque l’azione del procuratore Giuseppe Pignatone, grazie alla quale è stato arrestato il boss latitante, Giovanni de Carlo. Renzi, conclude con un discorso elogiativo degli scandali: “Se ci raccontiamo che l’Italia è uno dei paesi con il più alto tasso di corruzione in Europa, poi non ci dobbiamo sorprendere quando si scoperchia il malaffare. Ben vengano gli scandali, dunque. Sì, avete letto bene: oportet ut scandala eveniant dicevano i romani.” Elogio dello scandalo in modo da riportare più chiaramente tutte le questioni non svolte, evidentemente, alla luce del Sole.

Fabrizio Consiglio