Questa notte nello stabilimento della Red Bull Racing, a Milton Keynes in Gran Bretagna, è avvenuto il furto di molti trofei vinti dalla scuderia austriaca negli ultimi anni. E’ stato davvero un duro colpo per il team, per i danni economici e di immagine connessi alla rapina nella propria factory inglese.

Uomini in gruppo e a volto coperto hanno letteralmente devastato uno degli ingressi dello stabilimento principale del team Red Bull, irrompendo nelle sale interne e rubando in men che non si dica tutti i trofei conquistati dalla scuderia Red Bull quattro volte campione del mondo negli ultimi cinque anni. L’avvenuto è stato completamente registrato dalle telecamere di sicurezza e, secondo i primi rapporti della polizia della Valle del Tamigi, un manipolo di sei dei malviventi si sarebbe fatto avanti verso l’1.30, sfondando uno degli ingressi principali della fabbrica con un 4×4 grigio. Successivamente sarebbe stato coinvolto un altro veicolo scuro, probabilmente un Mercedes station wagon. L’intero furto, per quanto audace, non ha però un gran valore economico, perché – come dichiarato in mattinata da Chris Horner – per parecchi dei trofei si trattava solamente di copie.

Come riportato da BlogF1, al tempo stesso il team principal della Red Bull ha anche ammesso: “Ovviamente, siamo dispiaciuti da quanto è successo. Tutto ciò ha creato danni significativi, anche a livello morale, perché quei trofei rappresentano i grandi sforzi di questo gruppo in dieci anni di duro lavoro. Al di là della natura violenta di questa irruzione, siamo perplessi: perché qualcuno dovrebbe prendere questi trofei?”

Al momento non ci sono alcune descrizioni riguardo agli uomini neanche da parte dei pochi dipendenti di guardia allo stabilimento Red Bull, i quali non hanno riportato alcun danno fisico e, secondo la ricostruzione fatta dalle autorità, non portavano con loro armi al momento dell’accaduto.

Fonte dichiarazioni: blogf1.it

Fonte immagine in evidenza: gazzetta.it

Nicola Puca

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Studio Ingegneria Aerospaziale alla Seconda Università degli Studi di Napoli. Sostengo la politica giovanile e comunale insieme agli amici di Agorà-Lavoro, Partecipazione e Libertà; scrivo per passione, per la necessità di leggermi e di imparare dai miei errori. Sono un alfista senza un'Alfa, un seriofilo senza DVD, un Jedi senza una spada laser.