Sotto Porta Capuana c’è una scritta “Ti amo Ilaria”. Sembra una scritta qualsiasi, come tante altre  che sono in giro per la città di Napoli. Invece no, quella scritta è diversa. Racconta qualcosa, riporta un messaggio ancora vivo e tanti ricordi. Quella scritta è la testimonianza che Ilaria Iodice è ancora lì, che “combatte” ancora attraverso la sua passione per l’arte e la cultura, per salvare la città che ha amato. Ilaria scriveva: “Ogni giorno il suo volto stanco viene preso a schiaffi. Ogni giorno, scopro una di quelle ferite. Ogni giorno sento il bisogno di fare qualcosa. Amo Napoli, la sua storia, i suoi segreti, le sue contraddizioni. Amo i vicoli e la street art. Amo scrivere. Dopo l’ultimo anno come direttrice del Lanificio25, continuo a scrivere perdendomi e ritrovandomi tra i vicoli di Napoli, la sua storia, i suoi segreti, e le sue contraddizioni. Ho capito chi sono LeDueSirene. Una delle due ha ancora la forza di osservare, scrivere, credere di cambiare le cose.”

Ilaria sognava come tutti i ragazzi della sua età ma come pochi ha avuto la forza di prendere davvero in mano le sue passioni e di rendersi operativa, di provare a credere davvero che i suoi desideri non si perdessero ma diventassero progetti reali e concreti per il quartiere in cui viveva. Si occupava di fare tour guidati per Porta Capuana e raccontava la storia della fontana del Formiello che è una fontana di Napoli, ubicata in piazza Enrico de Nicola, alle spalle del Castel Capuano. Amava camminare per i vicoletti di Napoli e carpire i segreti della città del sole, le piaceva conoscere la storia del suo quartiere, farla conoscere agli altri e alla gente attraverso i suoi pensieri. Ilaria scriveva e forse sentiva il bisogno, oltre la passione, di difendere la città in cui viveva, di far capire alla gente che si può cambiare la realtà in cui si vive. Nel suo piccolo lei lo ha fatto, infondeva agli altri l‘amore per Napoli e la voglia di amarla nonostante le sue contraddizioni.

Il suo messaggio è impresso su quella scritta che si vede per chi passa da Porta Capuana. Ci sono i suoi sogni e le sue speranze che adesso sono diventati progetti più reali e concreti grazie alla sua famiglia. Ilaria vive ancora nel cuore di chi l’ha conosciuta, di ogni ragazzo che, come lei, ama la città in cui vive, che non abbandona e che non rinnega. Vedeva Napoli come la città delle contraddizioni, una città presa a schiaffi ogni giorno ma che riesce a rialzarsi nonostante le ferite e i colpi ricevuti. La forza del suo messaggio non incita solo ad osservare, ma a scrivere a  credere fermamente che Napoli possa cambiare, che ognuno di noi può aiutare Napoli a cambiare.

Ilaria ha ottenuto un’altra grande vittoria: il suo racconto “IL TRENO E ME E LA MIA MOLESKINE” ha vinto la  pubblicazione sull’ebook di Rai Eri e Libri Mondadori partecipando con il suo racconto al concorso di Radio1 Plot Machine. Attraverso i suoi sogni Napoli è imperfetta, cerca affetto e comprensione, è  ferita e attende di essere guarita, è una realtà che cambia sempre e continuamente, è una città che ha qualcosa da offrire e può ancora cambiare in meglio.

Valentina Labattaglia