Aria tesa tra Berlino e Roma. I commenti di Angela Merkel sulle riforme attuate dal governo Renzi, non sono piaciute a nessuno, soprattutto al giovane premier.

In un’intervista al Die Welt, il cancelliere tedesco si è dichiarato insoddisfatto non soltanto dagli sforzi dell’Italia, ma anche di quelli francesi. “La Commissione europea ha stabilito un calendario secondo il quale Francia ed Italia dovranno presentare ulteriori misure. Questo è giustificato perché i due Paesi stanno attraversando effettivamente un processo di riforme, ma la Commissione ha ribadito anche che quanto presentato sul tavolo fino ad ora non è sufficiente. Parere che io condivido.”

Immediate sono state le proteste da parte di chi vive quotidianamente il processo di riforme. Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del consiglio, ha affermato che “i problemi arrivano dal surplus dalle Germania. Berlino guardi in casa propria prima di dare lezioni ad altri”, mentre Sandro Gozi, sottosegretario con delega alle politiche Ue, chiede alla Germania di Angela Merkel rispetto. Non sta ai capi di governo interpretare le opinioni della Commissione europea. Il Governo italiano non si è mai permesso di dare pagelle su un Paese membro dell’Unione e chiediamo lo stesso rispetto. Nessuno pensa di bacchettare Berlino o dare lezioni ad altri governi. I tempi e la logica sbagliata dei compiti a casa sono dietro di noi.”

Lo stesso Renzi, riferiscono, si è detto profondamente infastidito dalle parole del cancelliere tedesco, presentando così agli occhi dell’opinione pubblica un rapporto del tutto diverso rispetto a quello di appena nove mesi fa, quando tra lui e Angela Merkel sembrava essersi creato un feeling d’intesa. “Veniamo trattati così perché io non vado a Bruxelles con il cappello in mano. Ma non mollo” avrebbe detto il premier ai suoi.

E ancora, c’è chi imputa al cancelliere l’attuale situazione tedesca. “La Merkel pensi alla Germania. Potrebbe concentrare la sua attenzione sulla domanda interna, sulla mancanza di investimenti o sugli squilibri della bilancia dei pagamenti. Noi siamo impegnati in un difficile lavoro di riforma nell’interesse dell’Italia”.

Insomma, il messaggio lanciato dal governo e dai suoi esponenti è chiaro: nessuno tocchi il processo di riforme italiane, benché meno se la bacchettata arriva dalla Germania, Paese leader in Europa, ma a cui molti Stati imputano l’aggravarsi della crisi economica nella zona UE.

Maria Stella Rossi