Pur imbattuti da 11 turni, gli azzurri si incartano nel 4° X consecutivo (3 in campionato e 1 in Coppa) e dimostrano di soffrire di pareggite acuta, oltre a confermare che il San Paolo è tabù contro squadre che, almeno sulla carta, dovrebbero essere di caratura inferiore: soltanto 3 punti conquistati sui 12 disponibili contro Chievo, Empoli, Cagliari e Palermo e ben 11 gol subiti, se si sommano anche i 2 presi contro il Verona (sui 18 totali in 14 gare).

Una delle peggiori gare dell’era Benitez, con la squadra allo sbando, innervosita dal vantaggio empolese e con alcuni uomini a corto di energie. Il Napoli ha mostrato il peggio di sé, mostrando conosciuti errori difensivi e poca concretezza a centrocampo, oltre ad una certa evanescenza in fase offensiva, pur mettendo a segno 2 reti.

Il Napoli perde il 3°posto, lasciato per ora a un sorprendente Genoa, che ha sconfitto in casa il Milan (nostro prossimo avversario) per 1-0 e si piazza in quarta posizione, con alle spalle la Lazio e le altre dirette avversarie

FORMAZIONI e TABELLINO

Benitez, che dovrà fare sempre a meno di Zuniga, Insigne e Michu sino al 2015, decide di concedere un turno di riposo a Higuain, con Zapata in gran forma che lo sostituisce al centro dell’attacco. Henrique prende il posto dello squalificato Koulibaly accanto ad Albiol. Maggio e Ghoulam sugli esterni. In mezzo al campo la coppia migliore, almeno sulla carta, Jorginho -Lopez. In attacco Callejon, Hamsik e Mertens, al ritorno dal primo minuto.

Mister Sarri propone un 4-3-1-2, con un rombo di centrocampo che metterà in difficoltà gli azzurri, con la geometria di Valdifiori, la tecnica e gli inserimenti di Verdi e la dinamicità di Croce e Vecino. In attacco la coppia di “vecchietti terribili”Maccarone-Tavano.

NAPOLI  (4-2-3-1): Rafael; Maggio, Albiol, Henrique, Ghoulam; Jorginho, David Lopez; Mertens (70’ De Guzman), Hamsik (61’ Higuain), Callejon; Duvan (83’ Gargano). All. Benitez

EMPOLI (4-3-1-2): Sepe; Hysaj, Rugani, Tonelli, Mario Rui (73’ Barba); Croce (61’ Laxalt), Vecino, Verdi 78’ (Zielinski); Valdifiori, Maccarone, Tavano. All. Sarri

Arbitro: Cervellara

Ammoniti: Maggio, Laxalt, Mario Rui

LA GARA

Il Napoli cerca di sorprendere l’Empoli ad inizio gara, ma è un fuoco fatuo che si spegnerà ben presto, grazie ai troppi errori in fase di impostazione della manovra e che produce solo di tiri dalla distanza di Hamsik, Lopez e Ghoulam, parati con poche difficoltà dal portiere dell’Empoli: il napoletano Sepe.

Al 18° arriva l’inaspettato vantaggio empolese con Verdi, che conclude facilmente in porta un contropiede, nato da una palla persa da Ghoulam in attacco, sul quale la difesa del Napoli si è fatta trovare impreparata e mal piazzata, con errori evidenti nello scalare le marcature.

Il Napoli, come spesso accade, accusa il colpo più del dovuto, e commette altri errori gravi, rischiando di capitolare in almeno 3 altre occasioni, in cui l’Empoli spreca in maniera clamorosa il colpo del ko, graziando gli azzurri con Tavano e Maccarone, che sbagliano facili conclusioni.

Gli azzurri giocano d’istinto, senza criterio, e riescono a creare poco, sbagliando molto in fase di impostazione e rischiando paurosamente ad ogni contropiede empolese. Si va negli spogliatoi con il minimo scarto: 0-1.

Nella ripresa Benitez tiene in campo la stessa formazione, in evidente difficoltà, e viene punito dal raddoppio empolese, con Rugani, che mette in porta da due passi, sfruttando l’ennesimo errore in marcatura su calcio piazzato degli azzurri (davvero tanti dall’inizio della stagione).

Entra tardivamente Higuain al posto di un opaco Hamsik, veramente in critica fase involutiva (fischiato da parte del San Paolo), poi anche De Guzman per Mertens.

Il Napoli riesce in 5 minuti ad agguantare il pari, con un colpo di testa imperioso di Zapata su calcio d’angolo e con il solito De Guzman, che si inserisce in area e segna su un pallone vagante in area, con un tiro secco che non lascia scampo a Sepe.

Mancano 20 minuti alla fine, ma il Napoli non riesce a segnare il gol della vittoria, con Sepe che compie due miracoli sulle due uniche vere occasioni capitate sui piedi di Callejon e De Guzman.

Immagine in Evidenza : fonte maidirecalcio.com

Gianluca Torre