Quest’otto Novembre piazza Vanvitelli ha ospitato il secondo flash mob contro l’omofobia, dopo quello organizzato dagli “Antispecisti Partenopei” il sei Dicembre.  Se un bacio è sempre l’inizio di qualcosa di nuovo, perché non può esserselo addirittura  di una piccola rivoluzione culturale a livello cittadino?

A farsi promotore dell’iniziativa stavolta è l’associazione “I’m gay any problems?”. Ancora una volta lo strumento privilegiato per la preparazione dell’evento sono stati i social, dove gli organizzatori sono riusciti a raccogliere una discreta ma buona partecipazione “seria e tranquilla” come si auspicavano.

“Abbiamo pensato a questo luogo poiché è facilmente raggiungibile. Dopo esserci raggruppati, chi verrà in coppia si bacerà dopo la lettura del discorso, mentre chi verrà da solo o con amici potrà partecipare ugualmente reggendo dei cartelloni in tema contro l’omofobia”.

Una coraggiosa iniziativa di sensibilizzazione pubblica, già partita e pianificata da tempo, due mesi fa per l’esattezza, che sicuramente verrà ripetuta dallo staff operativo di “I’m gay any problems”, nuova realtà associativa che opera a livello locale e non solo.

“Il flash mob fra i più importanti che ricordo è stato quello che abbiamo tenuto il 17 maggio del 2012, data in cui si celebrava la giornata mondiale contro l’omofobia ed in quella specifica occasione abbiamo raccolto moltissime adesioni, così come il 6 novembre 2012. In queste occasioni abbiamo avuto modo di vedere una piazza gremita  di persone che si tenevano per mano. E’ stato estremamente emozionante”, commenta Raffaella, una delle responsabili, annoverando alcuni dei loro progetti portati a termine con successo. Critica anche l’aggressione alla coppia omosessuale del ventiquattro Dicembre a piazza Dante e ne mette in luce le motivazioni:

“Oltre che il rispetto nella nostra città manca l’educazione. Viviamo ancora in una città dove far crescere un figlio delinquente è un vanto. Nelle scuole non c’è istruzione, anzi, è come se taluni ragazzi problematici venissero tutelati invece che reindirizzati a comportamenti non violenti. Le associazioni a parer mio possono dare tantissimo. Si danno già molto da fare, però è anche vero che molti omosessuali vedono certi luoghi come spazio per divertimento o aggregazione. Penso che tutti loro vogliano semplicemente sentirsi tutelati da qualcuno che si approcci in maniera diversa con loro”

Chiara Cianniello