Un giorno decisamente rosso questo per gran parte delle borse internazionali che chiudono quasi tutte in negativo e con valori per alcune di esse assai pesanti, escalation finanziaria motivata dal concatenarsi di eventi e cause di fattura politica ed economica che hanno portato al crollo.

Matrici di tale entropia finanziaria sono principalmente le palesate e croniche debolezza politiche di molti paesi chiave, prima fra tutte la Grecia con la possibilità, non più remota, di voto anticipato dove, secondo i sondaggi, vincerebbe  Alexis Tsipras, promotore di un piano di ridefinizione degli accordi con la troika e della cancellazione di parte del debito.

Tale instabilità ha messo sugli attenti molti paesi produttori di materie prime così producendo stime al ribasso del prezzo del petrolio, sia in Arabia Saudita che in Iraq, e del greggio che tocca il suo minimo da 5 anni a 62 dollari a barile, facilitando si la domanda, ma creando non pochi problemi alle società energetiche.

Ad andare male sono stati tutti i grandi centri economici-finanziari, sia quelli già in affanno come l’Europa sia quelli più forti tra cui non si può non menzionare la Cina, locomotiva dell’economia globale, che ha visto la propria borsa di Shanghai chiudere con un crollo del 5,43% a 2.856,27 punti, dopo che nella giornata di ieri la stessa borsa aveva registrato una chiusura positiva, raggiungendo il suo massimo a oltre i 3.000 punti. Data la situazione è molto probabile che establishment  politico di Pechino riveda al ribasso le stime di crescita dal 7,5% al 7%.

Rimanendo in  Asia ad andare giù è anche la borsa di Tokyo che ha visto il proprio indice Topix perdere lo 0,79% (-11,49 punti) assestandosi così a 1.436,09 punti e l’indice Nikkei scendere dello 0,68% (-122,26 punti) a 17.813,38 punti.

In Europa il crollo è visibile, ma mantenuto, nella fattispecie Piazza Affari chiude in rosso del 2,81%, Francoforte si assesta a 2,21%, Londra  chiude a -2,14% mentre Parigi perde il 2,55%, maglia nera è Madrid con un buco del  3,79%, lo spread sale a 130 punti base con il rendimento dei Btp decennali che supera il 2%.

Nello specifico bisogna notare come la bilancia commerciale tedesca ad Ottobre mostri un’inaspettato surplus di 20 miliardi, in aumento su quello del mese precedente di 18 miliardi, con evidente sorpresa degli economisti che stimavano un surplus di 19 miliardi, ciò deriverebbe dall’aumento dello 0,5 % delle esportazioni a fronte di una significativa diminuzione delle importazioni del 3,1%. Su uno scorcio europeo, invece bisogna notare un assestamento francese e inglese, per cui il deficit di Parigi è sceso a 84,7 miliardi a fine ottobre, rispetto agli 86 dell’anno scorso, mentre per Londra si registra una crescita complessiva del comporto industriale dell’1,1%  l’anno, ben al di sopra delle previsioni allo 0,2 % su base mensile e nonostante il mese di ottobre abbia registrato una flessione dello 0,1%.

Dario Salvatore