Inizia l’inchiesta amministrativa ad opera del ministero dell’Interno sul comportamento dei funzionari nei confronti del gruppo criminale che si occupava dell’assegnazione degli appalti di Roma Capitale. Il Ministro ha conferito attraverso delega al Prefetto di Roma i poteri di accesso e di accertamento nei confronti del Comune di Roma, allontanando ad un momento più avanzato dell’inchiesta la possibilità di commissariare o sciogliere il Comune per le infiltrazioni mafiose emerse: a partire da oggi, quindi, il prefetto dovrà vagliare gli attivi amministrativi del Comune.

Nei prossimi giorni il Prefetto nominerà i membri di un’apposita commissione di indagine tra funzionari della Pubblica Amministrazione ed esperti appartenenti alle Forze di Polizia. La Commissione verrà investita dei sopracitati poteri di accesso ed accertamento degli atti del Comune al fine di verificare l’effetto dell’infiltrazione e del condizionamento mafioso. Le indagini avranno una durata compresa tra i tre ed i sei mesi, dopodiché rimetterà al Prefetto una relazione dalla quale questi trarrà le conclusioni da inviare al ministro dell’Interno. Positivi i commenti dal Parlamento, con il Presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, che applaude la decisione del ministro dell’Interno, sostenendo la necessità di restituire fiducia ai cittadini attraverso l’individuazione ed il superamento di eventuali zone d’ombra, attraverso un’inchiesta che sia caratterizzata da trasparenza rigore e celerità.

Continuano le consultazioni interne al PD riguardo il futuro del Comune di Roma. Garantitane la sopravvivenza almeno per i prossimi tre mesi adesso bisognerà necessariamente espellere le mele marce dalla giunta ed i rappresentanti dell’organizzazione nel Comune: sembra dunque necessario un rimpasto della giunta, con eventuali modifiche alla maggioranza. Questi sembrano essere i principali argomenti discussi nelle continue riunioni tra Ignazio Marino, Sindaco di Roma, e Matteo Orfini, Presidente del Partito Democratico. E proprio ieri sera il sindaco Marino è intervenuto a Ballarò, su Rai 3, affermando che alla ricerca di interlocutori all’interno della giunta da parte del malaffare romano è seguita una serrata da parte delle istituzioni, sottolineando come dalle intercettazioni emerga «un tentativo quasi ossessivo» di contattare il sindaco, specificando che, nonostante il tentativo di coinvolgimento di una persona della sua segreteria, questa sia già stata ascoltata dalla Procura e non risulti coinvolto. Riguardo l’indagine amministrativa ha affermato: «Non ho gli strumenti per fare lo Sherlock Holmes, per questo di fronte a fatti che appaiono particolarmente gravi si è deciso di approfondire ogni singolo appalto».

Nel frattempo, al Tribunale di Roma continuano gli interrogatori di garanzia degli indagati finiti agli arresti domiciliari per reati che vanno dalla turbativa d’asta alla rivelazione del segreto d’ufficio, alla corruzione aggravata.

Marco Scaglione