I Cavs sono in crescita, è ormai un dato di fatto. Dopo aver regalato spettacolo al Barclays Center di Brooklyn di fronte ad un pubblico d’eccezione come i duchi di Cambridge, LeBron e compagni vincono anche il back-to-back che li vedeva impegnati stanotte contro i Raptors, regalandosi così l’ottava vittoria consecutiva che dovrebbe far scattare almeno un paio di campanelli d’allarme nella testa degli avversari: Cleveland c’è, Cleveland vuole vincere.

Dopo un inizio di stagione un po’ sottotono, che aveva portato con sé i primi mugugni (un James passivo perché non soddisfatto) e le prime voci di mercato che vedevano in Cleveland 2.0 un progetto già fallito (Love nuovamente con le valigie pronte), la striscia di vittorie seconda solo a quella dei Warriors fa sì che il clima attorno agli uomini di Blatt sia più sereno. Certo, ci vuole ancora molto tempo prima che si arrivi a una definizione completa di squadra, però, come dice il proverbio, vincere aiuta a vincere.

Dopo aver fatto assumere a Jay-Z la scorsa notte l’espressione incredula da “Are you kiddin’ me?”, del resto se vedi un giocatore di oltre due metri che pesa intorno ai 100 chili piroettare sul piede perno come un pattinatore di Holiday on Ice e poi lasciare andare un tiro di una bellezza mozzafiato, non è che si possa fare altro, LeBron abbatte anche i Toronto Raptors ancora orfani di DeRozan con una prestazione da 35 punti (12/21 dal campo, 9/9 dai liberi). La partita è stata molto bella e avvincente, si è decisa nell’ultimo minuto grazie a una tripla del Prescelto servito da Love (4 assist, 9 rimbalzi) sul 99 pari. Irving finalmente in versione play chiude con 10 assist. Con questo successo, Cleveland accorcia le distanze dalla testa della classifica della Eastern Conference guidata proprio da Toronto, che adesso dista sole 3 vittorie. E giovedì sera (per noi, venerdì alle 2.00) arrivano i Thunder.

La maglia "I can't breath" indossata a Brooklyn da James in segno di protesta per Eric Garner, ragazzo morto durante un arresto
La maglia “I can’t breath” indossata a Brooklyn da James in segno di protesta per Eric Garner, ragazzo morto durante un arresto

SPURS KO – Per una striscia che prosegue, una che si ferma. I San Antonio Spurs cadono alla EnergySolutions Arena di Utah, arrestando così il loro periodo positivo a 9 vittorie. Assente ancora Tony Parker per il problema al tendine del ginocchio sinistro (dovrebbe tornare stanotte contro i Knicks ), Popovich conferma Cory Joseph come play nel quintetto titolare, per lui circa 30 minuti ma soli 7 punti (3/6) e nessun assist. Splende come al solito l’eterno Duncan in abbondante doppia doppia: 23 punti, 14 rimbalzi e 4 stoppate. Non basta però agli Spurs l’evergreen caraibico e neanche un ottimo Marco Belinelli da 13 punti per battere i Jazz, perche Hayward gioca probabilmente la migliore gara della stagione e guida i suoi al successo. Lo strappo decisivo di è avuto in uscita dal time-out nel quarto quarto, quando gli Spurs sotto di uno subiscono nei due minuti successivi un parziale di 10-2 che indirizza definitivamente la gara verso i padroni di casa che salgono così a 6 successi stagionali, interrompendo un digiuno di vittorie che durava da quasi un mese (9 sconfitte).

 

SUPERKOBE. MEMPHIS E PORTLAND OK – Naturalmente sono state disputate anche altre partite nella notte e definirle “altre” è alquanto riduttivo, visto ciò che si è visto e apprezzato. Per quanto abbia 36 anni e i Lakers non siano competitivi, andare a discutere a casa sua negli ultimi minuti di una partita non è mai semplice: Kobe Bryant tiene a bada nel derby californiano i Sacramento Kings privi di Cousins. Per il Mamba prestazione superlativa e soprattutto in crescendo nel corso del secondo tempo, non sbaglia ai liberi (che sta tirando non benissimo, 71% in stagione) quando serve e con 32 punti e 6 assist guida i Lakers alla vittoria. Adesso Jordan dista solo 30 punti.

Da quando LeBron è tornato in Ohio, è Chris Bosh a fare il padrone di casa sulle spiagge del sud-est e questa notte in visita a Phoenix ha lasciato come ricordo 34 punti e 9 rimbalzi, utili per la rincorsa ai playoff. Memphis non sbaglia un colpo e vince anche contro Dallas grazie al solito, meraviglioso Marc Gasol, 30 punti per lui con 9/14 dal campo. Vincono i Thunder, mentre cade nuovamente New York sotto i colpi dei Pelicans.

TUTTI I RISULTATI DELLA NOTTE

Toronto Raptors 101 – 105 Cleveland Cavaliers
Portland Trail Blazers 98 – 86 Detroit Pistons
Dallas Mavericks 105 – 114 Memphis Grizzlies
New York Knicks 93 – 104 New Orleans Pelicans
Milwaukee Bucks 101 – 114 Oklahoma City Thunder
Miami Heat 103 – 97 Phoenix Suns
San Antonio Spurs 96 – 100 Utah Jazz
Sacramento Kings 95 – 98 Los Angeles Lakers

Fonte immagine in evidenza: nba.com

Michele di Mauro