Il Consiglio di Economia e Finanza ECOFIN (Economic and Financial Affairs Council) ha, proprio ieri, dato via libera alla scelta di estendere lo scambio automatico di informazioni a interessi, dividendi, saldi di conti correnti e benefici derivanti da vendite di attività finanziarie.

Il vertice dei ministri economici dei Paesi europei vuole, anche, rendere più difficile per le multinazionali trovare una scappatoia, usando la legislazione europea, per non pagare le tasse; questo meccanismo regola, infatti, i rapporti tra le capogruppo e le controllate al fine di rendere obbligatorio lo scambio di informazioni automatico ed obbligatorio.

Lo scorso 14 Ottobre il Ministro dell’Economia Padoan aveva annunciato l’accordo UE anti-evasione definendolo come ”un traguardo politico molto importante che segna per sempre la fine del segreto bancario in Europa”, ha poi aggiunto che la norma “anti abusi”, consentirà agli Stati membri di “combattere meglio la pianificazione fiscale aggressiva da parte dei gruppi di imprese, garantendo in questo modo una più equa imposizione sulle imprese nell’Unione europea”.

Lo scambio automatico di informazioni, spiegano le fonti, acquista la dimensione più ampia possibile in Europa, superiore a quella che la revisione della direttiva Risparmi immaginava.

La direttiva ha come obiettivo principale quello di lottare contro l’evasione fiscale attraverso una maggiore trasparenza tra i paesi dell’Unione Europea e al passaggio di informazioni in materia fiscale su individui, fondi ed entità.

Non sono mancate, chiaramente, forti prese di posizione e critiche da parte di alcuni paesi membri: l’Austria ed il Lussemburgo si sono per anni opposte a questa possibilità ma, a causa della pressione internazionale e al fatto che la Svizzera ha ridotto il segreto bancario, hanno modificato gradualmente il loro comportamento.

Lo scambio di informazioni automatico tra Stati dovrebbe partire nel 2017 e riguarderà i dati 2016.

Oltre alle norme anti evasione l’ECOFIN ha approvato il bilancio 2014-15 che consente di pagare le fatture arretrate sui servizi già erogati, per un valore di oltre 28 miliardi.

Fabio Palmiero