L’esploratore greco Pitea, nel 330 a.C., salpa da Marsiglia con l’intento di solcare l’Atlantico del Nord e scoprirne i segreti.

Tra i suoi diari di viaggio, trova ampio spazio una misteriosa isola “di ghiaccio e fuoco, dove il sole non tramonta mai”, posta a circa sei giorni di navigazione dall’attuale Regno Unito: Thule.

Sospeso tra realtà e fantasia,  come tutti i miti, quello di Thule ha trovato richiami e citazioni in tutta la storia letteraria.

Nel II secolo a.C., Antonio Diogene, scrittore greco, redige un romanzo in 24 libri dal titolo “Le meraviglie al di là di Thule”. Il romanzo alessandrino, del quale ci sono giunti solo pochi frammenti, intreccia storie d’amore e di viaggio in un quadro di narrazione fantastico. La sua interpretazione, insieme a quella successiva del poeta latino Virgilio, che definirà l’isola “l’ultima Thule”, contribuiranno a costituire un mito che ebbe molto successo e molta diffusione nel Medioevo: quello di Thule come ultima terra conosciuta.

La natura umana è maliziosamente fatta in modo che quando si tracci un confine, fisico, geografico o mentale, la prima reazione sia quella di fantasticare sui mondi e le lande al di là di questo. Se la paura o cause di forza maggiore impediscono all’uomo di superare quel limite, egli si abbandona alla sua più potente e prorompente abilità: quella di immaginare.

Cosa c’è al di là di Thule?

Un popolo misterioso, superiore, di giganti potenti e saggi? Notti che durano sei mesi e giorni che durano un minuto? Mostri incredibili e spaventosi, balene giganti e popolazioni terribili, laghi di fuoco e draghi parlanti, pietre preziose e metalli magici?

Se c’è una cosa che l’immaginazione può sicuramente dare (oltre alle noiose accuse di mancato pragmatismo), è la libertà. La fantasia non è oggettiva, e quindi nessuno la può contestare.

Questa rubrica porterà il nome di Al di là di Thule perché cercherà di portare il lettore al di là del mondo conosciuto, lasciandolo comodamente seduto alla sua scrivania o sul suo divano.

Attraverso il mezzo di trasporto più veloce, economico e versatile: la letteratura.

La rubrica si strutturerà in due tipologie di interventi: da un lato cercheremo di affrontare l’evoluzione di determinati concetti e determinate tematiche nella storia della letteratura; dall’altro ci soffermeremo ad analizzare nel dettaglio alcuni romanzi, ognuno dei quali sarà un cult di uno specifico genere.

Cosa c’è al di là di Thule?

Un immenso mondo che, nel nostro piccolo, cercheremo di esplorare. Vi unite a noi?

Beatrice Morra