Precariato, per i 500 giovani della cultura uno “stipendio” da 3 euro all’ora
La denuncia di Gallo (M5S): L’imperativo del Pd è sfruttare i giovani laureati
 
Ogni volta che il Governo si rivolge ai professionisti del mondo della Cultura si presenta con il cappello in mano. Lo ha fatto con i 500 giovani per la digitalizzare del patrimonio culturale campano ed italiano. “L’ex premier Enrico Letta, voleva coinvolgere ragazzi laureati ma senza esperienza, pagati soltanto 3 euro all’ora per 30 ore settimanali per un intero anno formativo”.

 

Il Movimento Cinque Stelle e i membri della Commissione Cultura alla Camera hanno sempre denunciato lo sfruttamento dei professionisti della cultura e Luigi Gallo, deputato del Movimento Cinque Stelle, ci ritorna con una nuova interrogazione parlamentare sugli “invisibili” lavoratori della Cultura. Per Gallo, la prassi di incentivare lo sfruttamento piuttosto che trasformarlo in nuova occupazione si sarebbe procrastinata anche con il governo Renzi

 

“L’imperativo del Partito Democratico è quello di sfruttare i lavoratori. Il Job Act non lascia scampo e per il mondo della cultura esiste solo il volontariato per i professionisti siano essi giovani, artisti e plurilaureati. Mentre altre aziende private come Civita, il cui presidente è Gianni Letta, continuano a mantenere alti introiti grazie alle biglietterie di mostre e musei che potrebbero essere gestite totalmente dal pubblico”. Civita, infatti, gestisce i servizi oltre che degli Scavi di Pompei anche di altre decine di siti d’interesse storico-culturale d’Italia.

Nell’interrogazione, il parlamentare del Movimento Cinque Stelle fa riferimento alla Sovrintendenza Capitolina che ha deciso di remunerare a 3 euro all’ora i “volontari” che dovranno fare per 4 ore al giorno prima accoglienza dei visitatori, informazione, orientamento e accompagnamento di persone singole o gruppi di persone, supporto alla vigilanza.

 

Ma nella stessa interrogazione Gallo segnala la contraddizione della scelta di Marino, sindaco di Roma, di espatriare i nostri beni culturali nell’Università degli Stati Uniti. “Forse si è deciso che i nostri giovani debbano trovare lavoro emigrando negli Stati Uniti, dove presso l’University of Missouri potranno  studiare molti beni di interesse storico-culturale italiani, fare ricerca ed analisi, classificare e catalogare. E’ in questa università che andranno molti dei nostri beni culturali a causa di un protocollo sottoscritto da Ignazio Marino, sindaco di Roma, con la complicità dell’Enel”.