NAPOLI – «Nonostante Renzi si sia presentato come il nuovo e come colui che avrebbe asfaltato, le ultime indagini giudiziarie dimostrano che la situazione della corruzione delle mafie è molto forte.»

Ad affermarlo è Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, che arriva ad autodefinirsi «sovversivo, se questo significa essere un difensore della Costituzione, pretendere che la mafia esca dallo Stato e dire no alla propaganda, mentre ritengo siano eversivi coloro che continuano a preservare pratiche che non fanno intravedere un’effettiva pulizia all’interno delle Istituzioni.»

«Con Renzi premier e segretario del Pd, si sono avuti casi Expo, Mose e Mafia Capitale – incalza, in un tweet, il Primo Cittadino partenopeo – Tanta propaganda su corruzione e mafie. Ma le istituzioni sono impregnate e ci vuole la rivoluzione.»
L’atteggiamento dell’ex pm è quello adoperato durante la campagna elettorale del 2011, in cui sfoderò l’arma della “Rivoluzione arancione”.
«Serve una rivoluzione profonda, culturale, civile, pacifica e serve anche un cambiamento serio – continua il sindaco – perché non vedo segnali d’inversione di rotta anche da parte di questo governo.»

Dopo il caso “Mafia Capitale”, de Magistris sottolinea il suo impegno a Napoli e prende le distanze dalla classe dirigente, che «perpetua ancora le stesse prassi e gli stessi metodi.» Il sindaco, inoltre, mostra pieno appoggio a Ignazio Marino, sindaco di Roma, ricambiando il favore di quest’ultimo, che fu uno dei pochi politici a mostrargli piena solidarietà durante la sospensione ricevuta a causa della legge Severino.
«Ritengo che il sindaco Marino non si debba dimettere – afferma de Magistris – È una persona per bene e, credo, da quello che leggo, che non c’entri nulla.»

Chiara Esposito