Sarebbero 100mila i manifestanti che, mercoledì 10 dicembre, ci sono riversati nelle strade della capitale irlandese per protestare contro l’introduzione delle nuove tariffe sull’acqua corrente.

Per l’Irlanda, infatti, dovrebbe a breve venir meno il privilegio di non pagare direttamente una tassa sul consumo idrico, seppure sino ad oggi sia l’unico paese dell’area OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ad averlo vantato. Il governo irlandese ha modificato le modalità di gettito fiscale a supporto delle infrastrutture e dei servizi idrici, i quali, precedentemente al nuovo regime, venivano sostenuti dai cittadini solo in misura indiretta, cioè tramite il pagamento maggiorato di altri contributi e, per questo, il governo Irlandese doveva spostare alcune entrate a sostegno delle autorità locali responsabili della fornitura d’acqua.

Il primo ministro Kelly nel comunicare l’introduzione della nuova tassa ha chiarito la misura del contributo: 160 euro per chi vive da solo, 260 per le famiglie. E gli importi dovrebbe restare invariati fino al 2018. Tuttavia, le proteste scatenatesi tra le principali strade di Dublino hanno suscitato forti dissensi verso il maggiore gruppo politico e verso il governo in carica, facendo crescere, invece, i consensi del partito indipendentista di sinistra, il Sinn Fèin, dichiaratosi contrario all’introduzione delle nuove tariffe e che, a una manifestazione, aveva dichiarato per bocca del suo vice-segretaria:

Pensavano che facendo qualche piccola concessione sarebbero riusciti a comprare la gente di questo Paese, ma si sbagliavano.”

Intanto le manifestazioni continuano ad agitare il Paese ed hanno causato l’arresto di due cittadini e il ferimento di un agente, a causa del lancio di oggetti della folla verso un posto di blocco.

Il primo ministro ha quindi precisato che, nonostante resti ferma l’intenzione di varare la nuova tariffa, le proteste non resteranno inascoltate e si procederà ad una revisione con abbassamento dei costi inizialmente stimati, visto anche che le diverse opposizioni non hanno presentato un piano adatto e alternativo per evitare l’introduzione di questa nuova “tassa”.

Raffaella De Felice