Oggi si cambia rotta e, tra i tanti giochi in uscita in questo periodo di Natale, abbiamo deciso di parlarvi di un gioco nato per Android, che ci riporta indietro nel tempo: Pixel Dungeon.

Non lasciatevi fuorviare dalla veste grafica apparentemente poco curata, poiché abbiamo a che fare con un piccolo capolavoro che provoca letteralmente assuefazione; stiamo parlando di un gioco appartenente alla famiglia dei “Roguelike”, in cui la generazione dei livelli è casuale, così come l’utilizzo degli oggetti che cambia ad ogni nuova partita, inoltre, la morte del proprio personaggio è definitiva. La particolarità del gameplay è condita da una caccia al tesoro, ogni volta diversa, e da un sistema di equipaggiamento molto dinamico, nonché una buona dose di strategia (essendo turn-based).

La denominazione di questo particolare genere video ludico deriva proprio dal titolo Rogue (1980)”, considerato uno dei videogame più belli di sempre, giudizio confermato dalla nascita di questo nuovo filone. Si sottolinea la scomparsa di questi nell’ultimo decennio, seguita da un’importante rivalutazione negli ultimi anni.

Pixel Dungeonconsente, specialmente alle nuove generazioni di videogiocatori, di provare il brivido dell’ignoto e la paura di poter perdere il proprio personaggio a cui ci si affeziona sin da subito, in particolar modo se è stato possibile recuperare qualche arma o armatura degna di nota. Finita questa digressione storica, possiamo immergerci nel mondo “pixelloso” che il game designer Watabou, ci ha donato in formato totalmente gratuito.

Il gioco permette di impersonare una delle quattro classi giocabili: Mago, Guerriero, Ladro e Cacciatrice, quest’ultima sbloccabile dopo aver battuto il terzo boss. Come è stato accennato in precedenza, è possibile creare un solo personaggio per classe, giocabile “finché morte non vi separi”, morte che molto spesso avviene ai primi livelli.

L’assenza di un scelta di difficoltà è una buona fetta del divertimento di Pixel Dungeon, che si presenta implacabile ma anche molto equilibrato, permettendo la sopravvivenza, a patto di scelte tattiche sagge. Molto spesso sarà proprio il giocatore a causare la morte dell’alter ego, rischiando eccessivamente e peccando di imprudenza.

I contenuti del gioco sono notevoli: decine di armi e armature raggruppate in diversi Tier, con possibilità di incantamento, decine di magie, pergamene e pozioni, per non parlare delle recenti patch che hanno aggiunto nuovi livelli, bombe e artefatti.

Elemento determinante, per le prime fasi di gioco, è senza dubbio la fame, con l’obbligo di ricercare continuamente provviste per mantenere un buon tasso di rigenerazione di punti vita. Molto divertente il level design che permette le interazioni con oggetti quali acqua, vegetazione, ghiaccio e fuoco. Sarà possibile lanciare in un corridoio, pervaso da vegetazione, una pozione del fuoco (con molta probabilità vi ucciderà), oppure troverete numerose trappole avvelenanti e paralizzanti. Si sottolinea anche la presenza di muri segreti e piccole quest date da personaggi sparsi tra i vari livelli, che rendono l’esplorazione ancora più accattivante.

I boss sono semplicemente sensazionali: sin dal primo è necessaria una buona strategia, infatti, un buon equipaggiamento non è sempre sinonimo di successo; inoltre, negli ultimi aggiornamenti è stata implementata l’alchimia che permette la produzione di pozioni e trappole “fai da te”, ampliando notevolmente le tattiche da utilizzare contro nemici, la cui intelligenza artificiale è spesso superlativa ed ai limiti della cattiveria.

Fa molto piacere notare la creazione di Shattered Pixel Dungeon una versione leggermente modificata dell’originale, che aggiunge ancora più oggetti e quest; ciò fa capire quanto sia stato positivo il responso della community all’impegno di Watabou, nonché alla sua politica di free-download e free-modding (la possibilità di creare versioni modificate partendo dal codice sorgente di Pixel Dungeon).

I videogiocatori vorranno sicuramente ringraziare il team di sviluppo, per questo “ritorno alle origini”; consigliamo questo titolo a tutte quelle persone che ricercano una sfida costante, fresca e nuova, che combattono il possibile nervosismo con tattica e pazienza… Insomma per quelle persone che considerano il GAME OVER soltanto l’inizio.

-Antonio Palomba-