Durante un convegno tenutosi all’Accademia del Lincei, il presidente della Repubblica ha lanciato l’ennesimo monito contro l’antipolitica. Grillo controbatte lanciando sui social l’hashtag #Sonouneversore e attaccando nuovamente Napolitano dal suo blog.

Non si conosce l’opinione personale di Napolitano sul leader pentastellato, ma quella di quest’ultimo sul presidente è ben nota ormai. Accusato di essere una specie di re-dittatore, di aver violato la costituzione e di aver partecipato alla trattativa Stato-Mafia, Beppe Grillo questa volta tuona sul suo blog con nuove e pesanti parole. All’Accademia dei Lincei, il presidente Napolitano ha fatto nuove dichiarazioni, anche alla luce dello scandalo di “Mafia capitale”, sulle derive antipolitiche che stanno prendendo sempre più piede nel nostro paese: una disaffezione verso le istituzioni, dimostrata anche dall’astensionismo record delle ultime regionali, che può trasformarsi in vera e propria “patologia eversiva”.

Evidentemente, Grillo si sarà sentito chiamato in causa e non ha fatto attendere la sua risposta. “Lo confesso, sono un eversore, mi faccio schifo, Napolitano ha ragione. Pago le tasse, non rubo, denuncio il malaffare, non mi faccio i cazzi miei e nessuno ha ancora cercato di comprarmi” inizia così il suo monologo, aggiungendo di essersi reso conto di essere un problema per il paese , così come lo sono tutte quelle poche persone oneste come lui che sono rimaste. Continua, affermando che “dare il buon esempio in questo Paese è l’atto più eversivo possibile. Se non sei ricattabile sei un individuo pericoloso, un eversore appunto”. Ma il perno centrale sta proprio nella contro-analisi dell’ antipolitica che Beppe Grillo fa, definendola una reazione, ancora flebile, alla malapolitica dilagante, un vero e proprio batterio che è possibile abbattere grazie agli anticorpi prodotti dal Movimento Cinque Stelle.

Il pezzo si chiude con una domanda rivolta a Napolitano: “Mi viene spontanea una domanda al presidente, ma lei mentre la Repubblica affondava nel fango, lei dov’era? Su Marte? E’ in politica, quella buona si intende, dal dopoguerra e in Parlamento dal 1953. Non si sente un minimo responsabile di quello che è successo?” Una sorta di j’accuse alla sua carriera politica e al suo (non) operato. L’ennesima provocazione quella di Grillo vana perché non troverà, almeno non direttamente, un possibile riscontro, vista l’imparzialità alla quale Napolitano è tenuto per la carica di cui è investito.

Daniele Colantuono