Molti lo davano per finito, molti lo davano per ritirato al termine dell’anno. Ma a quota 33 anni, Roger Federer è protagonista di una delle sue migliori annate degli ultimi tempi, in cui ha sigillato nuovi record e sfatato insormontabili tabù, un anno in cui con un po’ di fortuna in più avrebbe potuto riottenere il Ranking Numero 1 dell’ATP.

Dopo vari acciacchi della stagione passata, lo svizzero si presenta al primo Slam della stagione, l’Australian Open, in uno stato apparentemente discreto. Disputa un buon torneo piegandosi solo a Rafa Nadal in semifinale (7-6 6-3 6-3), quest’ultimo poi verrà sconfitto in finale proprio da un connazionale di Roger, Stan Wawrinka.

L’ottimo stato di Wawrinka e l’inaspettata vittoria allo Slam australiano mettono in discussione il vero pilastro del tennis svizzero: infatti a soli due mesi dall’inizio della stagione, Roger è 6° del mondo mentre Wawrinka è addirittura 3°.

Roger però disputa brillantemente anche il primo 1000 dell’anno, e dopo due anni sfida in una finale il serbo Novak Dkojovic. Ha la meglio quest’ultimo in una finale combattutissima sul cemento americano di Indian Wells col risultato di (3-6 6-3 7-6).

Federer sale al 5° del Ranking ma la salita non è solo a livello dei punteggi ma anche dei risultati e della qualità di gioco. A sorpresa, dopo 2 anni di forfait, l’elvetico partecipa anche al 1000 di Montecarlo sulla terra rossa. Arriva nuovamente in finale, ed ancora una volta viene sconfitto. Stavolta la racchetta che lo punisce è svizzera, è proprio Wawrinka che a Montecarlo ritrova il successo dopo l’Australian Open.

Si presenta, dunque, al Roland Garros con la testa di serie numero 4. Lo Slam parigino però non è disputato con la stessa intensità degli altri tornei del 2014 di Federer, infatti l’eliminazione giunge già agli ottavi nella sfida contro Gulbis, 3 ore di gioco ed un 65-7, 7-63, 6-2, 4-6, 6-3 che brucia allo svizzero.

Lo attende l’erba inglese di Wimbledon, torneo che ho la visto trionfare già 7 volte, l’ultima nell’edizione del 2012 contro Andy Murray. Anche stavolta Federer viene sconfitto in finale, ancora una volta da Djokovic in una delle finali Slam più belle degli ultimi anni. 67-7, 6-4, 7-64, 5-7, 6-4 i parziali che vedono il serbo trionfare per la seconda volta nella sua carriera a Wimbledon, quest’ultimo riottiene il primato nel Ranking ATP ai danni di Nadal (non pervenuto ai Championship) mentre Federer continua a racimolare posizioni, tornando sul podio.

Altra finale persa a Toronto, nel 1000 americano stavolta è Tsonga a batterlo in una finale di soli due set:  7-5 7-6 i parziali. Ma le sconfitte in finale terminano qui, lo svizzero si riscatta immediatamente a Cincinnati battendo 6-3 1-6 6-2 lo spagnolo David Ferrer. Grazie a questa vittoria Federer si qualifica con mesi d’anticipo al World Tour Finals di Londra, altro torneo in cui sarà protagonista.

Emblematico l’ultimo Slam annuale, l’US Open a Flushing Meadows di New York. Assenza di Nadal che permette a Federer di accedere al torneo come #2 del Ranking. In semifinale si presenta contro di lui Cilic, mentre dall’altro lato del tabellone ci sono Novak Djokovic e Nishikori. I match sulla carta sembrano scontati ma clamorosamente sia Federer che Dkojovic vengono sconfitti ed anche brillantemente. Si assiste, dunque, alla prima finale senza un “Fab Four” (Nadal, Djokovic, Federer o Murray) dopo l’Australin Open dell’anno 2005, quasi 10 anni. A quei tempi la finale fu Safin-Hewitt, entrambi ora ritirati.

Dopodichè Federer conquista due trofei consecutivi, il 1000 di Shanghai e l’ATP “casalingo” di Basilea. Per lui rappresentano rispettivamente l’81° e l’82° titolo in carriera. Viene eliminato invece a Parigi-Bercy da Berdych ai quarti di finale ma alla luce di questi risultati ed alla parallela indisponibilità fisica di Nadal, lo svizzero si riprende la posizione 2 del Ranking scavalcando lo spagnolo nel mese di ottobre.

La stagione di Federer rischia di concludersi alle Finals di Londra, poche ore prima di giocare la finale contro Novak Djokovic, lo svizzero accusa problemi fisici alla schiena, dopo aver battuto in semifinale il connazionale Wawrinka, Federer decide di ritirarsi lasciando il titolo al serbo.

Il suo ritiro viene immediatamente giustificato: la finale di Coppa Davis. Federer sacrifica una finale che avrebbe potuto metterlo gravemente in difficoltà fisica, una finale che avrebbe compromesso la sua presenza contro la Francia nell’ultimo torneo della competizione tra nazioni. Federer infatti disputa 3 gare nella finale di Coppa Davis, perde il primo singolo per 3 set a 0 da Monfils, ma poi vince il doppio, sempre con Wawrinka, ed infine il singolare contro Gasquet, dominando l’incontro, Federer regala la prima Coppa Davis alla Svizzera.

Una stagione un po’ sfortunata per Federer che è stato sconfitto probabilmente troppe volte in finale, finali che avrebbe potuto riportarlo alla posizione 1 del Ranking ATP che gli manca dal 2012. Ma nonostante l’età ed i vari acciacchi fisici, Re Roger continua a meritarsi l’appellativo di maestro del tennis moderno, risultando decisivo e più di ogni altro, tecnico e spettacolare.

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Raffaele Cianni